giovedì, ottobre 30, 2008

Tre cacciatori (per un coniglio)

È tornato Arkady, dopo qualche giorno passato vicino al padre malato, e ci ha cannoneggiato con una bordata di problemini. Pare che li abbia sviluppati con il padre per tenerlo occupato nelle interminabili giornate in ospedale (buon sangue non mente).

Tre cacciatori (per un coniglio)

Tre cacciatori armati di fucile e con un solo proiettile a testa puntano la stessa lepre.
Il primo cacciatore ha una buona mira e colpisce, in media, 3 lepri su 5; il secondo 3 su 10 ed il terzo, un po' miope, solo una su 10.
I cacciatori si fermano un attimo per capire ciascuno cosa avrebbe fatto l'altro. Poi, dopo aver capito che il primo che colpisce avrebbe tenuto la lepre, sparano contemporaneamente.

Qual è la probabilità che la lepre venga colpita?

La soluzione è nascosta qui sotto, in bianco su bianco, ed è leggibile selezionando il testo.

Apparentemente, se chiamiamo p1 la probabilità che il primo cacciatore faccia centro, p2 e p3 quella del secondo e del terzo, potremmo ottenere:

p1 = 6/10
p2 = 3/10
p3 = 1/10
p = p1 + p2 + p3 = 6/10 + 3/10 + 1/10 = 10/10
per cui la lepre avrebbe la certezza di morire.

In realtà la lepre ha

pn = 4/10*7/10*9/10=252/1000 (circa 1/4)
di sopravvivere.

Per cui la probabilità di essere colpita è circa 3/4 (precisamente 0.748).

L'inganno sta nel fatto che le probabilità dei cacciatori sono parzialmente sovrapposte perché quando due cacciatori colpiscono contemporaneamente la lepre uno dei un colpi a segno è "sprecato".

P.S. Il coniglio è una bellissima incisione del pittore rinascimentale Albrecht Dürer. Visitando un museo ho avuto modo di vedere l'incisione dal vivo ed è di una realisticità e di un dettaglio vermante impressionanti.

mercoledì, ottobre 29, 2008

Poliziotti in borghese


Siamo stati dai nonni a passere il finesettimana. Siamo arrivati venerdì notte e la mattina del sabato il Troll e la Principessa giocano -grazie a dio- tra di loro per farci dormire.

Alle nove spaccate il Troll si infila in camera ed inizia a spiegare «Volevamo giocare ai poliziotti ma nelle valigie non abbiamo trovato nulla per fare le divise» e la Principessa completa la frase «allora abbiamo deciso di giocare ai poliziotti in borghese.»

... ecco, questa si chiama capacità di adattamento.
~

domenica, ottobre 26, 2008

Il buonismo delle maestre non ha pagato!!!

Oggi l'amico Clapton mi ha raccontato dell'ansia da giro di email tra genitori di alunni di una classe di quarta elementare in uno dei quartieri bene di Milano.

La prima missiva si intitola "Il buonismo delle maestre non ha pagato!!!" e nel testo si possono trovare perle come "Quelli che si comportano male vanno colpevolizzati e puniti", e parliamo di bambini di 8 (otto) anni.

In risposta ne arriva un'altra "Sono 4 anni che andiamo avanti con questi problemi senza risolverli, non è possibile!" per arrivare all'affondo "dobbiamo assolutamente trovarci un'ora prima del consiglio di classe per decidere una linea comune!"

E così via altri 6 o 7:

  • "Hai ragione, sono con voi"
  • "Non è possibile continuare così"
  • "E' ora di risolvere"
  • ...

Dopo qualche giorno, solo una mamma risponde. Racconta di avere quattro figli e spiega come siano tutti diversi, con le loro peculiarità: il primo scavezzacollo, il secondo troppo timido e questo tranquillo (ndr. è il più bravo della classe, a sentire Clapton).
La mamma Tranquilla chiude la lettera domandando candidamente «qual è il problema per discutere il quale ci dobbiamo trovare fuori da scuola un'ora prima del consiglio?».

Nessuno risponde fino al giorno del gran consiglio in cui si scopre che, udite udite, un paio di bambini dicono le parolacce. Le parolacce, incredibile.

Un genitore pretende che alla classe venga assegnata una maestra di sostegno e, incredibile, la maestra risponde che francamente non vi è alcun bambino che necessita dell'insegnante supplementare; nonostante che le maestre abbiano nel loro DNA di iniziare ogni consiglio di classe con un pistolotto su quanto siano difficili questi bambini.

Clapton commenta che gli asini ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Cosa facciamo: gli spariamo? Facciamo classi separate?

A mia volta commento che, chissà perché i bambini "problematici" sono sempre maschi e i genitori che si lamentano sono quasi sempre genitori di femmine. ... in una scuola quasi completamente femminilizzata.

Annuisce.

Ma, infine, è un problema dei bambini o è un problema dei genitori?
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sabato, ottobre 25, 2008

Sfotti, sfotti ...

Il fratellone dink (double income no kids) mi ha scritto dal suo nuovo iPod Touch:
«quasi ti invidio: non hai neanche più bisogno della tv per passare una serata allegra; e se ci pensi bene, non ti servirebbe nemmeno più lo stereo: avendo a disposizione due polmoni (piccoli ma potenti) in via di sviluppo...

In effetti, sarebbe meglio fare i figli a diciotto-vent'anni: si eviterebbe un sacco di spese destinate a rivelarsi poi inutili. E la sera non si sentirebbe il bisogno di uscire, poiché il divertimento lo si avrebbe già in casa.»
Ma la parte del serio e responsabile non dovrebbe toccare al fratello grande mentre il piccolo gozzoviglia e, alla fine, viene sempre perdonato come il figliol prodigo?
~

lunedì, ottobre 20, 2008

La sufficienza integra l'efficienza

Negli ultimi anni si è fatto molto per aumentare l'efficienza delle attività umane e delle macchine.
Ma, visto che la richiesta di energia è in continuo aumento, anche grazie alla richiesta di ampi strati della popolazione mondiale che cercano di raggiungere il nostro livello di vita e di automazione, l'aumento dell'efficienza rischia di non essere più sufficiente. Ricordiamoci che l'aumento dell'energia è destinato a scontrarsi con il secondo principio della termodinamica.
Una proposta per diminuire il consumo di energia oltre l'aumento dell'efficienza (che, per definizione, è limitata) è l'adozione della sufficienza.
La sufficienza si può definire più o meno così:
«Non utilizzare più energia di quanta sia sufficiente per raggiungere il proprio scopo»
In parole povere, ogni qualvolta sia possibile, non utilizzare un cannone per sparare alle mosche.
Sarà banale ma è esattamente l'opposto di quanto fa chi usa un SUV per fare la spesa, un televisore al plasma da 42 pollici per vedere le telenovelas o il riscaldamento a 22 gradi in casa (quando con 19 gradi ed un maglioncino si sta benissimo).

Un po' di documentazione:

domenica, ottobre 19, 2008

Elogio del bar caffè


In ogni posto dove sono stato. Ad ogni occasione che riesco ad afferrare, mi fermo in un caffè.
Mi siedo.
Prendo o non prendo dalla borsa giornale e blocchetto appunti. Guardo le persone, respiro l’aria del luogo e apprezzo la sensazione di rallentamento. A volte scrivo e descrivo, o leggo per un attimo che dura sempre un po’ troppo a lungo.

Finisco il caffè che nel frattempo si è freddato.
~

venerdì, ottobre 17, 2008

Cose importanti e cose meno


Nel sito Vivere con lentezza ho trovato un post che provo a riassumere:.
SE UN EVENTO NON POTETE PROPRIO CAMBIARLO,PRENDETEVI DEL TEMPO PER RIFLETTERE,RESPIRATE PROFONDO, FATE UNA CAMMINATA LIBERATORIA

... ma non peggiorate la situazione arrabbiandovi, maledicendo i soliti noti e rovinandovi la giornata. Non sempre le cose vanno come vorremmo e, questo, è un periodo difficile: mobilitazioni, scioperi, politici che giudichiamo incapaci e che ci fanno arrabbiare, crisi economica, paura per il futuro, incertezza su tutti i fronti. Ma, anche se sembra assurdo, è rallentando che si trova respiro, che si riesce a capire quello che sta accadendo, è fermandoci che troviamo una via d'uscita, è contando fino a 10 prima di reagire che scopriamo quel mondo nascosto di persone che "dalla vita ha imparato a vivere nonostante tutto". (...)
Ieri sera la moglie è uscita per i lavori di una associazione cui partecipa. Mi sono trovato da solo con una tamagotchi di un mese, una principessa di 5 anni ed un troll di 11 coperto da una montagna di compiti che non riuscirà a finire in serata.

La situazione era questa: la tamagotchi piangeva disperata da 40 minuti, il telefono continuava a squillare per telefonate di richiesta informazioni sulla festa di compleanno del troll, la principessa parlava ad alta voce con me e con i fratellone, il troll urlava che per studiare aveva bisogno di silenzio e concentrazione. Il telegiornale, in cucina parlava di terribili riforme della scuola, crollo delle borse, scioperi ed inesistenti emergenze sicurezza. La cucina era tutta sottosopra.

Argh. Stop. Fermate il mondo!

1- Spegnere la TV.

2- Indossare la tamagotchi legandola al collo con apposita fascia.

3- Coinvolgere la principessa nella pulizia della cucina facendole capire l'importanza del suo contributo.

4- Respirare profondamente e consigliare il troll su quali compiti era meglio "dimenticare".

5- Resistere un'oretta, mettere a letto i grandi e trovare un ciuccio per la piccola. Farsi trovare sorridenti dalla moglie al ritorno.

Lo sciopero dei mezzi, il giorno dopo, è diventato una piacevole occasione per prendersela con calma la mattina, in fondo la maggior parte dei colleghi saranno in ritardo. Al bar, insieme al caffè, ho comparto un cioccolatino per me, uno per la moglie ed uno per la principessa.
~

Mi sento fortunato