Dopo avervi raccontato, nei miei precedenti post come ho fatto ad ingrassare (in "Sovrappeso, un po' grasso") e poi cominciare a dimagrire (in "Dieta: capitolo 1, i primi tre giorni"), ora vi racconto come -dopo la grande fame- ho cercato di trovare una ricetta che fosse sostenibile per i lunghi periodi che sono necessari per dimagrire veramente.
Allora, sono partito da 90Kg, nei primi 3 giorni ne ho persi 2 scendendo a 88Kg. Dato che un obbiettivo ragionevole è perdere 1hg al giorno, ci vorranno circa 30gg per perdere i prossimi 3Kg e atterrare sugli 85Kg.
Ogni pasto è un'avventura in cui bisogna stabilire delle regole e sfidarsi a rispettarle. Ecopuffo mi ricorda che carne e latticini sono il modo meno efficiente per cibarsi, dato che per produrre 1Kg di carne sono necessari molti chilogrammi di cereali, centinaia di litri d'acqua e diversi mq di superficie. Insomma, molte più risorse rispetto alla quantità equivalente di calorie in vegetali.
Per chi non lo sapesse, una kilo-caloria (kcal) è la quantità di energia necessaria a scaldare un litro d'acqua di un grado (approfondimenti, come al solito, sono disponibili su Wikipedia).
Inoltre, carne e latticini sono troppo nutrienti e, a parità di volume, i vegetali consentono un maggior riempimento dello stomaco per ottenere la stessa quantità calorica.
Non poteva mancare Puffoforzuto che si mette in mezzo con la storia delle proteine facilmente assimilabili. Ok, non esageriamo, latte e moderate quantità di formaggi e uova possono rimanere, sottolineando il moderate.
Dunque diventiamo quasi vegetariani, con grande scorno della moglie.
Urpuffo (il puffo stoico), in cambio della moderata reintroduzione di uova e formaggi riesce ad ottenere la guerra totale agli zuccheri.
Lo zucchero puro, bianco o di canna, ed i prodotti derivati vanno banditi senza se e senza ma (con l'unica eccezione del caffè alle macchinette, dove si può ridurre ma non sostituire con qualche genere di dolcificante).
La dura scoperta è che, sparendo lo zucchero, rischiano l'estinzione le marmellate e vengono portati a giudizio tutti i prodotti dolciari confezionati (per capirci, la maggior parte dei prodotti confezionati per prima colazione -dal cruesli ai biscotti passando per le tortine- è composto da almeno un 30% di zucchero).
La guerra agli zuccheri, presa alla lettera, va in qualche modo estesa anche ai carboidrati (ad es. pane, pasta, riso e patate) che ne sono una variante.
Dovendo fare delle scelte, dato che il cibo triste porta alla lunga alla perdita della determinazione,
ho mantenuto l'olio extravergine di oliva a quantità a piacere e mi sono praticamente proibito il burro.
Dunque, verdure ed olio di oliva in abbondanza ed, in ogni pasto, poco pane oppure poca pasta oppure poco riso (un po' di più, soprattuto se integrale) o poche patate. Mai, nello stesso pasto, due carboidrati assieme. E non ci neghiamo neppure una abbondante cucchiaiata di formaggio grana, che contribuisce così bene al sapore ed alla piacevolezza del pasto.
Dopo 12gg dalla partenza arrivo 87Kg. Quasi quasi festeggio con una fetta di torta. :-)
Nel frattempo ho scoperto le carotine già sbucciate, lavate e confezionate in atmosfera modificata. Costano poco, sono buone e fantastiche per lo spuntino, a qualsiasi ora del giorno.
L'idea di conservare i prodotti in atmosfera modificata è geniale, dato che i batteri che consumano la frutta e la verdura hanno bisogno di ossigeno, è sufficiente imbustare il prodotto in una atmosfera da cui è stato rimosso l'ossigeno per ottenere un'ottima conservazione senza conservanti. In atmosfera modificata, si può trovare anche la frutta già lavata e tagliata -a piuttosto costosa-, che dura una settimana ed è pronta al consumo (si può pensare di tenerne una piccola scorta nel cassetto dell'ufficio).
Epipiffo a volte salta sù «che schifo, non voglio le carotine. Voglio birra e taralli piccanti come aperitivo ad un bel piatto di pasta con il ragù», ma Bimbopuffo reagisce con la solita innocenza «hey, a me sgranocchiare carotine come Bugs Bunny piace un sacco e mi fa sentire bambino, come quando le rubavo dall'orto di papà ... ed il papà dava la caccia alle povere talpe»
La sera mi tocca anche essere redarguito da Grandepuffo mi ricorda: «Il vino e la birra, anche in piccole quantità, fanno crollare i freni inibitori e anestetizzano il senso di sazietà. Se anche fossero a calorie zero -e non lo sono- distruggerebbero la dieta in poco tempo. Soprattuto, per ovvi motivi temporali, gli aperitivi.». Ma non mi aiuta a rispondere alla domanda «chi le lo fa fare ...». Sigh.
Sssssht, i pantaloni non tirano quasi più. Le tasche hanno smesso di aprirsi, anche se la panza sembra ancora tutta lì.
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mercoledì, maggio 20, 2009
Dieta: capitolo 2, ci vuole tempo
lunedì, maggio 04, 2009
Dieta: capitolo 1, i primi tre giorni
Dopo avervi raccontato, nel mio precedente post "Sovrappeso, un po' grasso", come ho fatto ad ingrassare, ora vi racconto come -dopo essermi reso conto di aver esagerato- comincio a dimagrire.
Non sono medico né voglio vendervi alcunché, ma racconterò quali pensieri e quali considerazioni mi abbiano spinto a certe scelte piuttosto che altre.
La dietetica è una scienza bellissima, piena di tabelle, di misure e sagge prese di posizione, ma è -nella sua versione scientifica- poco pratica da maneggiare tutti i giorni a causa proprio di calcoli e pesi, di considerazioni statistiche e analisi del sangue. Per cui vi racconterò, senza portare prove, solo di alcune conclusioni che ho tratto da alcune letture e chiacchiere fatte con dietologi e allenatori.
Il primo giorno.
Non c'è niente da fare, i primissimi giorni sono quelli della fame. Lo stomaco è dilatato, le abitudini sbagliate ed il metabolismo pretenzioso. La fame è boia e maledetta.
C' bisogno di dimostrare a se stessi che ce la si può fare. Ce la si può fare a dare allo stomaco un chiaro segno che è ora di stringersi un po'.
Insomma è tutta questione di forza di volontà, e siccome la forza di volontà è una categoria dello spirito poco utile a spiegare cosa accade nella nostra testa, gli scienziati che si occupano di cervello hanno postulato l'ipotesi che descrivere ciascuno di noi come una moltitudine di spiritelli -che discutono e dibattono, che si alleano o si dichiarano guerra- sia una rappresentazione più onesta.
Da cui eccomi al primo giorno di dieta con un nutrito gruppo di puffi sulle spalle.
A colazione vince subito Grande Puffo che spiega a tutti che la colazione è utile ed indispensabile e siccome la faccio già bene -latte caffè e muesli- è disposto a soprassedere sulle due pastiglie di dolcificante che sarebbero da evitare ma sono meno peggio di due cucchiaini di zucchero.
Il fatto è che una recente ricerca scientifica ha evidenziato come, sui grandi numeri, la diffusione dei dolcificanti vada di pari passo con l'obesità. La ragione non è chiara ma potrebbe essere legata alla maggiore produzione di insulina che si verifica quando gustiamo qualcosa di dolce, anche se il gusto di dolce è provocato dai dolcificanti. Il maggior livello di insulina ci spinge a consumare zuccheri.
In ogni caso è importante stare lontani dai prodotti da colazione confezionati (biscotti o simili) in cui gli zuccheri sono quasi sempre più del 30% (come documentato diverse volte da Altroconsumo).
Il puffo medico interviene subito sul numero dei pasti: devono essere 5, piccoli ma regolari e non bisogna sgarrare sennò scende il metabolismo ed allora, oltre a toglierci il piacere di mangiare ci toglieremmo anche la speranza di pesare un po' meno. Puffo tonto, che ha sempre bisogno di ripassare due volte di elenca:
La sera, dopo cena vago per la cucina come un lupo assassino e medipuffo mi ricorda che bisogna porre attenzione a non confondere sete e fame: prima di decidere che hai fame bevi un bicchiere colmo d'acqua ed aspetta qualche minuto. Ok, guado un po' di tv, risistemo un articolo sul blog e, dopo essermi scolato una brocca d'acqua a temperatura di rubinetto -non deve essere troppo fresca per non interrompere la digestione- vado a letto. Affamato.
Prova bilancia
Bene, dopo tre giorni ho perso i primi due Kg. Va bene, sembrano tanti ma è solo l'illusione dell'inizio. Ora bisogna evitare di sgarrare ma passare ad una nuova forma di alimentazione, più sostenibile.
Bisogna considerare che il ritmo giusto per dimagrire è tra 1 e 2 etti al giorno in media. Dunque, ci vorranno poco meno di 30 giorni per perdere i prossimi 3kG.
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Non sono medico né voglio vendervi alcunché, ma racconterò quali pensieri e quali considerazioni mi abbiano spinto a certe scelte piuttosto che altre.
La dietetica è una scienza bellissima, piena di tabelle, di misure e sagge prese di posizione, ma è -nella sua versione scientifica- poco pratica da maneggiare tutti i giorni a causa proprio di calcoli e pesi, di considerazioni statistiche e analisi del sangue. Per cui vi racconterò, senza portare prove, solo di alcune conclusioni che ho tratto da alcune letture e chiacchiere fatte con dietologi e allenatori.
Il primo giorno.
Non c'è niente da fare, i primissimi giorni sono quelli della fame. Lo stomaco è dilatato, le abitudini sbagliate ed il metabolismo pretenzioso. La fame è boia e maledetta.
C' bisogno di dimostrare a se stessi che ce la si può fare. Ce la si può fare a dare allo stomaco un chiaro segno che è ora di stringersi un po'.
Insomma è tutta questione di forza di volontà, e siccome la forza di volontà è una categoria dello spirito poco utile a spiegare cosa accade nella nostra testa, gli scienziati che si occupano di cervello hanno postulato l'ipotesi che descrivere ciascuno di noi come una moltitudine di spiritelli -che discutono e dibattono, che si alleano o si dichiarano guerra- sia una rappresentazione più onesta.
Da cui eccomi al primo giorno di dieta con un nutrito gruppo di puffi sulle spalle.
A colazione vince subito Grande Puffo che spiega a tutti che la colazione è utile ed indispensabile e siccome la faccio già bene -latte caffè e muesli- è disposto a soprassedere sulle due pastiglie di dolcificante che sarebbero da evitare ma sono meno peggio di due cucchiaini di zucchero.
Il fatto è che una recente ricerca scientifica ha evidenziato come, sui grandi numeri, la diffusione dei dolcificanti vada di pari passo con l'obesità. La ragione non è chiara ma potrebbe essere legata alla maggiore produzione di insulina che si verifica quando gustiamo qualcosa di dolce, anche se il gusto di dolce è provocato dai dolcificanti. Il maggior livello di insulina ci spinge a consumare zuccheri.
In ogni caso è importante stare lontani dai prodotti da colazione confezionati (biscotti o simili) in cui gli zuccheri sono quasi sempre più del 30% (come documentato diverse volte da Altroconsumo).
Il puffo medico interviene subito sul numero dei pasti: devono essere 5, piccoli ma regolari e non bisogna sgarrare sennò scende il metabolismo ed allora, oltre a toglierci il piacere di mangiare ci toglieremmo anche la speranza di pesare un po' meno. Puffo tonto, che ha sempre bisogno di ripassare due volte di elenca:
- colazione
- merenda a metà mattina
- pranzo
- merenda di metà pomeriggio
- cena
- un solo carboidrato (pasta, pane, patate o riso) e, perdipiù, in quantità ridotta (1/4 di panino, 1/4 di un piatto di pasta, etc ...)
- Acqua fresca di rubinetto (almeno 3 bicchieri colmi, uno prima del pasto)
- Verdure cotte o crude in porzioni abbondanti (senza burro accidenti, siamo a dieta)
- Frutta illimitata
- No carne e no formaggi, che sono cibi troppo nutrienti
- Mangiare solo quello che c'è nel piatto, non concedersi bis e non piluccare da insalatiere o pentole ed, ancor meno, finire i piatti dei bambini
La sera, dopo cena vago per la cucina come un lupo assassino e medipuffo mi ricorda che bisogna porre attenzione a non confondere sete e fame: prima di decidere che hai fame bevi un bicchiere colmo d'acqua ed aspetta qualche minuto. Ok, guado un po' di tv, risistemo un articolo sul blog e, dopo essermi scolato una brocca d'acqua a temperatura di rubinetto -non deve essere troppo fresca per non interrompere la digestione- vado a letto. Affamato.
Prova bilancia
Bene, dopo tre giorni ho perso i primi due Kg. Va bene, sembrano tanti ma è solo l'illusione dell'inizio. Ora bisogna evitare di sgarrare ma passare ad una nuova forma di alimentazione, più sostenibile.
Bisogna considerare che il ritmo giusto per dimagrire è tra 1 e 2 etti al giorno in media. Dunque, ci vorranno poco meno di 30 giorni per perdere i prossimi 3kG.
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martedì, aprile 28, 2009
Sovrappeso, un po' grasso
Ok, sono ingrassato. Mi piace mangiare e bere. Mi piace vivere, ho un lavoro sfidante, tre figli ed una moglie che lavora.La notte, quando i bambini sono finalmente a letto, dopo le 22, mi concedo un bicchiere di Porto ed 1/4 di stecca di cioccolato amaro (il mio preferito è tra il 70 e l'80% di cacao, senza noccioline o altre aggiunte; meglio se c'è anche un po' di burro di cacao).
La sera a cena mangiamo in sala, riuniti attorno al desco, a televisione spenta. E' il momento in cui la famiglia si riunisce e ciascuno racconta avventure e disavventure della giornata.
Il problema è che a far parlare tutti ci si mette un sacco di tempo. E mentre si è a tavola si mangia. Si mangia il contenuto del piatto e poi si continua -aspettando il più lento- con pane e formaggio, si fa' la scarpetta nell'insalatiera, si cerca un'oliva.
Poi, quando arriva anche l'ultimo, ci si sente in colpa, perché avanza sempre un po' del cibo preparato con tanto amore, e ci si sacrifica spazzolando gli avanzi.
Di giorno si corre, poi ci si sente stanchi e ci si concede un caffè. Una caramella dal vassoio che sta sulla scrivania per gli ospiti o un biscotto per non sentirsi meno epicurei degli altri.
Poi a pranzo, si arriva in mensa nervosi -vorrei vedere, con tutti quei caffè- e si sceglie il piatto più gustoso, spesso il più condito. Buono se unto e saporito. Ci si deve pur meritare qualcosa dopo tutto quell'impegno, no?
Ad un certo punto diventa un'abitudine. Lo stomaco si dilata per accogliere l'abbondanza e con il tempo finisce per chiederla in continuazione o, se non proprio in continuazione, quanto meno ad intervalli regolari -fino ad uno spuntino ogni mezz'ora- ogni volta che non siamo abbastanza occupati a fare altro. Ed allora, il sabato è tutto un aprire e chiudere il frigo alla ricerca di qualcosa -chissà cosa- e ripiegare su un'olivetta, un'ennesimo caffè, un biscotto, uno yogurt.
A mezzanotte, poi, se si è ancora svegli -accidenti!- non si può andare a letto con un buco nello stomaco! Ed allora, per un'ultima volta nella giornata -o per la prima nella giornata successiva- eccoci ad aprire il frigorifero o la dispensa, alla ricerca di un riempitivo qualsiasi. Con la scusa che un po' di latte tiepido -ed un biscottino- conciliano il sonno.
Il problema è che, dopo qualche mese, i pantaloni non si allacciano più. La giacca tira dietro alla schiena. Il bottone non s'allaccia -beh, le giacche non vanno allacciate, per fortuna-. La zip tira e le tasche si aprono.
La faccia s'allarga, il mento si raddoppia, la polo non veste più bene e le gambe sfergano, a volte in maniera fastidiosa.
E poi, il ginocchio senza legamenti non ne vuole più sapere. Basta poco carico in più ed il ginocchio cigola, sembra che dica «non camminare!». Ma se non cammino, e mangio, e mangio ancora, ingrasso.
Si, ingrasso e la bilancia occhieggia minacciosa vicino al bidè. La evito, impaurito. La sbircio nell'angolo dello specchio, ma una vocina mi consiglia di ignorarla «in fondo, cosa vuoi che mi dica, che già non so?». E' proprio necessario che mi si ricordi ciò che già so?
E' una bilancia bella: ha anche la misurazione elettronica della percentuale di massa grassa sul peso corporeo. Ma perché ci devo salire?
In fondo sono un uomo che ha passato i quarant'anni, con tre figli e pochi grilli per la testa, finché sto bene, che importa qualche Kg in più?
Non è che mi manchino i soldi per comprare un abito nuovo, di taglia più grande. Anche se poi "cade" male. Se la ciccia abbonda, la camicia fa brutti risvolti sopra la cintura, gonfiata di abbondanti rotolini.
Poi, sono abbastanza alto, che vuoi che siano 10 Kg in più? In fondo, anche la moglie è un po' sovrappeso, e lei è donna. Ingrassare tira la pelle del volto e, paradossalmente, all'inizio fa sembrare più giovani.
Ma a soli quarant'anni non posso lasciarmi andare così. Mi sento una palla. Rotolo e ballonzolo. Non trovo più vestiti adatti nell'armadio. Mangiare mi piace, devo rinunciare proprio a tutto?
Arrivato a quasi 90 Kg capitolo, MI METTO A DIETA!
So cosa mi aspetta, sono mesi che ci penso e sono reduce da un paio di tentativi riusciti a metà.
Racconterò nei prossimi post cosa ho fatto fino ad ora e cosa farò.
Buffo pensare che sono ingrassato con mia moglie, alla nascita dell'ultimo figlio, ed è dal primo che va avanti così. Ingrassiamo felicemente, ci ottenebriamo con il cibo, per recuperare le notti insonni e sopportare il senso di pesantezza, e chissà cosa altro e, a circa nove mesi dei vita del figlio, iniziamo a domandarci se così va bene.
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