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giovedì, giugno 05, 2014

Parole-in e parole-out

Un sondaggio Demos Coop rinnova il gioco delle parole-in e parole-out.

C'è un cambiamento in atto!

venerdì, marzo 04, 2011

Il potere del denaro


Questa vecchia vignetta di Dilbert (tratta da Il principio di Dilbert, 1997) sembra particolarmente adatta a questi nostri anni in Italia.

Vi ricorda qualcuno?
E' giusto che sia così ed è, come pensano molti, inevitabile?
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domenica, gennaio 23, 2011

Nati negli anni 70

Ieri mi hanno spedito una di quelle mail così azzeccate da essere anni che girano per il cyberspazio sopravvivendo ai cambiamenti tecnologici ed alle mode.


Nati negli anni 70

Ai nati prima del 1970 e anche qualche anno dopo ...
A tutti voi che come me siete sopravvissuti alla vostra infanzia ... dopo tutto, non siamo mica venuti su così male.

Tu che sei nato/a prima del 1970:

A ben pensarci, è difficile credere che siamo vissuti fino ad oggi! Da bambini, andavamo in macchina (quelli che avevano la fortuna di averla) senza cinture di sicurezza e senza air bag. E viaggiare nel cassone posteriore di una pickup, in un pomeriggio torrido, era un regalo speciale.
I flaconi dei medicinali non avevano delle chiusure particolari.
Bevevamo l'acqua dalla canna del giardino, non da una bottiglia. Che orrore!
Andavamo in bicicletta e sciavamo senza usare un casco.
Passavamo dei pomeriggi a costruirci i nostri "carri giocattolo". Ci lanciavamo dalle discese e dimenticavamo di non avere i freni fino a quando non ci sfracellavamo contro un albero o un marciapiede. E dopo numerosi incidenti, imparavamo a risolvere il problema.... noi da soli!
Uscivamo da casa al mattino e giocavamo tutto il giorno; i nostri genitori non sapevano esattamente dove fossimo, nonostante ciò sapevano che non eravamo in pericolo.
Non esistevano i cellulari. Incredibile!
Ci procuravamo delle abrasioni, ci rompevamo le ossa o i denti... e non c'erano mai denunce, erano soltanto incidenti: nessuno ne aveva la colpa. Ti ricordi degli incidenti?
Avevamo delle liti, a volte dei lividi. E anche se ci facevano male e a volte piangevamo, passavano presto; la maggior parte delle volte senza che i nostri genitori lo sapessero mai.
Mangiavamo dei dolci, del pane con moltissimo burro e bevande piene di zucchero... ma nessuno di noi era obeso.
Ci dividevamo una Fanta con altri 4 amici, dalla stessa bottiglia, e nessuno mai morì a causa dei germi.
Non avevamo la Playstation, ne' Nintendo, ne' videogiochi.
Ne' la TV via cavo, ne' videocassette, ne' PC, ne' Internet; avevamo semplicemente degli amici. Uscivamo da casa e li trovavamo. Andavamo, in bici o a piedi, a casa loro, suonavamo al campanello o entravamo parlavamo con loro.
Figurati: senza chiedere il permesso! Da soli! Nel mondo freddo e crudele!
Senza controllo! Come siamo sopravvissuti?!
Ci inventavamo dei giochi con dei bastoni e dei sassi. Giocavamo con dei vermi e altri animaletti in mano o in tasca e, malgrado le avvertenze dei genitori, nessuno tolse un occhio ad un altro con un ramo e i nostri stomaci non si riempirono di vermi.
Alcuni studenti non erano intelligenti come gli altri e dovevano rifare la seconda elementare. Che orrore! Non si cambiavano i voti, per nessun motivo.
I peggiori problemi a scuola erano i ritardi o se qualcuno masticava una cicca in classe.
Le nostre iniziative erano nostre. E le conseguenze, pure. Nessuno si nascondeva dietro a un altro. L'idea che i nostri genitori ci avrebbero difeso se trasgredivamo ad una legge non ci sfiorava; loro erano sempre dalla parte della legge.
Se Ti comportavi male i tuoi genitori ti mettevano in castigo e nessuno li metteva in galera per questo.
Sapevamo che quando i genitori dicevano "NO", significava proprio NO.
I giocatoli nuovi li ricevevamo per il compleanno e a Natale, non ogni volta che si andava al supermercato. I nostri genitori ci facevano dei regali con amore, non per sensi di colpa.
E le nostre vite non sono state rovinate perché non ci diedero tutto ciò che volevamo.
Questa generazione ha prodotto molti inventori, amanti del rischio e ottimi risolutori di problemi.
Negli ultimi 50 anni c'è stata un'esplosione di innovazioni e nuove idee.
Avevamo libertà, insuccessi, successi e responsabilità, e abbiamo imparato a gestirli.
Tu sei uno di loro. Complimenti!

... e tuo figlio?

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sabato, gennaio 01, 2011

Auguri

Questo Natale sono fioccati gli auguri elettronici

Questo è quello che mi ha colpito di più: la storia della natività rivista in chiave di vita digitale.



Ne approfitto per augurarvi un formidabile 2011.

P.S. Nel gioco dell'identificazione delle parole che condizioneranno o descriveranno il 2011, io inserirei "formidabile" perché voglio credere che il 2011 sia l'anno del riscatto per l'economia, il lavoro, la politica e dunque i progetti che molti hanno tenuto nel cassetto in attesa di tempi adatti.
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giovedì, novembre 04, 2010

Clima da fine impero


Oggi, dopo tre giorni di pioggia ininterrotta s'è visto il sole sbucare da sopra la corte di nebbia mattutina. L'aria è leggera e frizzante.
Mi siedo in sella al cavallo di ferro ed esco in strada.

Mentre pedalo penso che si respira un'aria da fine impero. Le anime marce sono scatenate e fanno di tutto per occupare ogni posto disponibile, ogni cadrega rimasta ancora libera, ogni minuto possibile di televisione, ogni party sesso e droga.

L'umidità opprimente penetra sotto i vestiti e il tepore del sole attiva la sudorazione. Saluto la giovane mamma che ogni mattina incontro mentre pedala in direzione opposta.

Abbiamo passato una brutta crisi, ed ancora non ne siamo usciti del tutto. La famiglia Italia cigola, ansima per mancanza di prospettive e di futuro. Il capo famiglia, ormai anziano, va a puttane e salta da una conferenza stampa ad un party privato. I pochi uomini prendono le distanze mentre i servi si riempiono le tasche di ciò che riescono ad afferrare.

Le piante che si affacciano sulla pista ciclabile non sono potate e devo fare attenzione a non farmi frustare in volto. Ad un certo punto la pianura si apre e mi si presenta il Rettilineo dell'Accelerazione.

L'Italia sta per tuffarsi in uno snodo. Uno di quei punti in cui tutto e possibile, tutto può cambiare e qualcosa presto cambierà, in un modo o nell'altro. 

Se vi sentite possibili agenti di un cambiamento positivo tuffatevi nella tempesta, chissà che ne esca qualcosa di buono. Se avete tentennato fino ad ora, iniziate a muovervi! Le cose cambieranno più in fretta di quanto si possa credere, e chi rimane fermo rischia di perdere anche questo treno.
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giovedì, dicembre 31, 2009

Che fine ha fatto la fantascienza?



«Il futuro non è più quello di una volta.»
Arthur C. Clarke oppure Paul Valery

Ieri sono stato in una libreria e, dopo aver meditato per una buona mezz'oretta se fosse il caso ci acquistare un saggio (una boccata di realtà) un romanzo o una raccolta di poesie (cercavo qualcosa di Wislawa Szymborska ma non lo avevano), sono sbottato, per lo stupore della moglie, con un: «ma la fantascienza non c'è più?».
Cioè, non è che manchino le opere di fantasia, ma sembrano più fantasy oppure horror o, ancora, gialli-polizieschi ambientati in un futuro prossimo e claustrofobico.

Ha già, penso, "Spazio 1999" è passato. Pure "2001 Odissea nello spazio" con la sua continuazione "2010 l'anno del contatto" sono ricordi del passato.
Negli anni novanta son passati come frecce i cyberpunk con le storie del neuromane, di Jonny Mnemonic e la sua guardia del corpo potenziata con occhi e muscoli innestati e simpatiche unghie retrattili. La matrice, la rete, era diventata cosciente e ... e avrebbe potuto finire tutto come in Matrix.

Ma già non c'era ottimismo. Siamo troppi, troppo vicini, dobbiamo dividerci risorse sempre più scarse e vivere in città sempre più affollate ed impersonali. Non c'è fuga che non sia sintetica, sia essa chimica o elettronica.
Dov'è finito il sogno della frontiera, dei nuovi mondi da conquistare dei nuovi spazi da colonizzare?
La scienza, come l'evoluzione, non procede mai in linea retta e tutto ciò che che la fantascienza della prima metà del secolo aveva previsto, non è andato oltre il viaggio sulla Luna, nel 1969.

Le avventure narrate da Salgari? Sono possibili solo se vi sono ancora territori lontani, selvaggi e inesplorati.
La fisica dell'endecalogia di Asimov? Richiede come minimo che vi sia una fonte di energia sicura, illimitata e compatta adatta a far muovere illimitatamente robot umanoidi e astronavi spaziali che allargano costantemente il nostro spazio ed il nostro orizzonte conquistando nuovi pianeti e sistemi stellari.

Ed invece, eccoci bloccati in una ciotola piccola e sempre più sovraffollata. Gli umani aumentano costantemente e lo spazio non aumenta, le risorse non sono infinitamente riproducibili ed ad un certo punto saranno solo razionabili.

Mentre medito sono nudo, seduto su una sedia in bagno accanto al termosifone bollente, lo scaldino elettrico che lavora a pieno regime e l'acqua della doccia che corre, avvolgendomi in una piacevole nuvola di vapore. Mi scuoto e rabbrividisco allo spreco di energia e acqua che sto perpetrando ai danni dell'umanità.

Nel pieno del 1900 un pensiero simile non sarebbe mai arrivato perché vivevamo nella convinzione che l'energia e l'acqua erano solo temporaneamente limitate, in attesa di nuove tecnologie che sarebbero arrivate a breve, di nuove risorse che sarebbero state scoperte, di nuove infrastrutture che già erano in costruzione.

Ecco, non abbiamo modo di sapere come sarà il 2010, ma sicuramente sarà il momento in cui la coscienza degli umani interiorizzerà il fatto di vivere in un mondo finito (nel senso di non infinito), in grado di fornire solo una certa quantità di risorse naturali (cibo, foraggi, pesce, spazio, energia, acqua potabile) e che, per il momento, non ci sono nuovi spazi da conquistare e da sfruttare. Essendo la torta quella che è, possiamo solo cercare di dividerla al meglio e sprecarne il meno possibile.
E riscopriremo, forse, antichi modi per essere felici e nuovi modi per sognare il futuro, quello che nel decennio passato ci è mancato.

Buon decennio a tutti!
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martedì, marzo 17, 2009

Il WEB compie 20anni, cosa diventerà?

Il 13 marzo appena passato, il World Wide WEB ha compiuto 20 anni.

Bisogna dire che il WEB ne ha fatta di strada da quando Tim Berners-Lee, che ai tempi lavorava al CERN di Ginevra, pubblicò il primo articolo in cui proponeva di utilizzare Internet (cioè, la rete che già esisteva ma veniva utilizzata per altre cose) per pubblicare documenti.

I documenti (le pagine HTML), in ogni caso, erano speciali:
  • collegati tra di loro in modo che seguendo i rimandi da una pagina all'altra li si potesse navigare come ipertesto (che ai tempi esistevano già, principalmente nei laboratori di ricerca o nelle case costruttrici di aeroplani dove venivano utilizzati per rappresentare e rendere fruibile l'enorme massa di documentazione che accompagna un moderno jet)
  • visualizzabili da ogni computer collegato in rete, per cui computer con risoluzioni diverse ed a volte senza alcuna possibilità di grafica -qualcuno se li ricorda i terminali con i caratteri verdi su nero?-
  • dovevano contenere i caratteri delle diverse lingue (almeno quelle europee) dalla a accentata alla o con l'umlaut
  • dovevano poter includere media differenti dal testo come le immagini e, più avanti, suoni e video

Secondo Tim Berners-Lee quest'anno il WEB ha raggiunto i 20 miliardi di pagine, che corrispondono, circa, al numero di neuroni in un cervello umano.

Non so se questo numero rappresenti qualcosa in sè -ed ancora mi domando che fine abbia fatto il web semantico di cui si è cominciato a parlare una decina di anni fa- ma la metafora del cervello ci aiuta sicuramente a dare un'immagine a ciò che oramai facciamo continuamente: cercare e prendere informazioni da Internet e fornire informazioni ad Internet.

La metafora spiega, in qualche modo, anche il meccanismo del dono, che su Internet si diffonde viralmente con il software open source ed i blog (e video blog, audio blog, siti di free images o free music). Vi immaginate cosa sarebbe del nostro cervello se ogni neurone chiedesse qualcosa in cambio dei suoi bit di informazione?
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martedì, gennaio 06, 2009

Parole del 2009, previsione


Dopo aver raccolto, in un post precedente, le parole che hanno lasciato una traccia nel 2008, ne elenco alcune, tra quelle proposte dai giornali per il 2009, che hanno colpito la mia fantasia:
  • extimità, cioè il contrario di intimità; pensate a cosa fa Facebook ...
  • energicoltore, cioè un contadino che si specializzato nella produzione di biodisel, di gas metano da biomasse, di energia fotovoltaica ed eolica
  • blog, social networking e Facebook (che non si sa a cosa serve ma funziona)
  • coraggio/fiducia, in opposizione a paura/paranoia
  • bicicletta (ancora ed ancora)
  • netbook, cioè pc portatili piccolissimi e molto economici, dai 250€ ai 500€
  • gphone, cioè i telefonini con sistema operativo Android di Google
  • CO2, cioè -alle conoscenze attuali- il maggior responsabile dell'effetto serra
Vi sarò grato delle vostre proposte.
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martedì, dicembre 30, 2008

Le parole del 2008


Oggi, stimolato dal paginone centrale di Repubblica di un paio di giorni fa firmato da Smargissi e Bartezzaghi, mi dedico al gioco dell'identificazione delle parole che ho trovato significative nel 2008.

L'elenco, in ordine casuale, riflette tanto la mia storia personale quanto, forse, il zeitgeist cioè lo spirito del tempo. Lascio a voi di spartire le due anime:
  • blog
  • sobrietà
  • bicicletta
  • convivialità
  • demansionamento
  • vecchiaia
  • legamento crociato
  • menisco
  • datawarehouse
  • prostata
  • figli
  • famiglia
  • correre
  • wireless
  • touch-screen
  • Obama
  • emergenza sicurezza
  • ateismo
  • privilegi
  • crisi economica
  • energia (petrolio, sole, risparmio, etc.)
  • PIL
  • decrescita
  • paranoia
  • disprassia
  • scuola
  • Facebook
  • post (i mini-articoli nei blog)
Impossibile fare una classifica, ma ne riprendo alcune:
  1. Convivialità, è diventato un valore importante nella mia vita, grazie ai tantissimi amici che hanno arricchito la mia e nostra vita.
  2. Famiglia, è l'istituzione di maggior successo pur non essendo affatto democratica, e ha ravvivato e riempito la mia vita affettiva come mai prima.
  3. Figli, fanno coppia con famiglia ma, arrivati a tre (un troll, una principessa ed un tamagotchi) assumono una ricchezza di sfumature mai immaginate prima.
  4. Blog, in fondo mentre due guardano la tv e la capo cambia la tamagotchi, scrivo un post ...
  5. Sobrietà, che insieme alla convivialità costituiscono la nostra ricetta per vivere meglio nonostante, o grazie, alla crisi economica.
(*) L'immagine che accompagna questo post è rubata dal portfolio di Luca Mazzei su Graphicmas.com.
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mercoledì, agosto 27, 2008

I bambini nei cortili


Da Repubblica Tredicimila passi al giorno ed il bambino non rischia l'obesità
(...)
Secondo l'esperto la regola dei tredicimila passi (al giorno per ogni bambino) è da seguire alla lettera. "Una passeggiata di mezz'ora al giorno è un toccasana. Ma risulta del tutto inutile se non affiancata da un'attività motoria continua nell'arco della giornata".

Maone aggiunge anche che l'Italia è uno dei Paesi europei dove i bambini vengono meno stimolati a tenersi in movimento. "Siamo l'Italia dei cellulari, dei videogame, della tv e dei giochi in casa. Per ribaltare le cose basterebbe tornare a giocare un po' a palla", conclude. Il gioco di cortile dunque, oltre che l'immagine romantica di un tempo che non c'è più, è anche il modo migliore per crescere in modo sano.
Ma va?
Certo che finché nei cortili prolificano i divieti ed i genitori sono paranoici per per una immaginaria emergenza sicurezza, i bambini sotto i 12 anni non possono allontanarsi di 10 passi dalla madre; situazione difficile per organizzare una partita di pallone ...
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martedì, agosto 26, 2008

Camminare

"Che devo fare?", chiedo ai medici dei miei malanni. "Cammini - dicono - non smetta mai di camminare".
"Ma è faticoso" dico. "Cammini anche con fatica e con dolore".

Giorgio Bocca su Repubblica del 26/08/2008

Inoltre, aggiungo io, è piacevole, schiarisce la mente e consente la socialità e la conoscenza.

(Foto tratta da OutdoorWellnes.eu)

giovedì, giugno 05, 2008

Dioniso vs Prometeo

Aspettando che venga il mio turno dalla dentista ho incontrato su L'espresso una interessante intervista con il sociologo francese Michel Maffesoli che presenta il suo ultimo libro "Iconologies - idol@tries postmodernes". In qualche modo mi è sembrato che Maffesoli abbia catturato un aspetto importante dello spirito di questo tempo (Zeitgeist, con una bellissima parola tedesca).

La sua tesi è che con il 1900 sia finita anche la dominazione dei grandi valori moderni come progresso, lavoro e ragione a favore di valori differenti: il presente, la creazione e l'immaginazione.

Con una immagine:
finita l'era di Prometeo, ci addentriamo del tempo di Dioniso

In pratica, secondo Maffesoli, la nostra civiltà non è più dominata dalla ragione ma piuttosto di un immaginario nutrito di idoli.

Avete fatto caso quanto i test del QI (quoziente intellettivo) siano stati soppiantanti (nelle riviste femminili ma anche in qualche più serio colloquio di lavoro) con i test del QE (quoziente emotivo, o empatico)? E quanto, in politica, si sia passati dal tentare di convincere gli elettori con un programma, alla semplice seduzione?

Tra i vantaggi del nuovo modo di percepire la vita vi è, ad esempio, il fatto che l'arte tenda, attraverso la cybercultura, ad inserirsi e a contaminare qualsiasi cosa; ma anche che si rafforza la sensazione di affratellamento rigettando il potere e cercando l'autorità nel crescere assieme.

Prometo sfida Zeus per dare un futuro di progresso agli uomini e viene duramente punito per questo: 3000 anni legato ad una roccia esposta ai venti ed alle intemperie con un'aquila che di giorno gli mangia il fegato che la notte, poi, ricresce.
Dioniso rappresenta il carpe diem, l'agiatezza, la cultura, l'ordine sociale e civile (anche se, leggendone le gesta su wikipedia ci si domanda come mai).

Potremmo quasi dire che, secondo Maffesoli, non è più tempo di sacrificarsi per il il futuro ma che, alla fine, è venuto il tempo di essere all'altezza del quotidiano.
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Mi sento fortunato