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domenica, dicembre 26, 2010

150 la gallina canta


Sono tantissime le filastrocche che cominciano con "150 la gallina canta", per Natale la Principessa ci regala una versione nuova inventata, assicura, da lei stessa:
«
centocinquanta
    la gallina canta
ecco i pulcini
    sono i suoi bambini
il gallo eccolo qua
    questo è il papà
questa è la famiglia
    ma che meraviglia
»
Questa filastrocca è un contenuto originale ed è open source, copiatela e modificatela senza limite alcuno. Se vi piace fatecelo sapere.
~

mercoledì, maggio 26, 2010

La filastrocca dell'aglio


In prima elementare, per insegnare l'uso di "gli", le maestre di mio figlio insegnavano questa curiosa filastrocca:
«sul tagliere l'aglio taglia
non tagliare la tovaglia
la tovaglia non è aglio
se la tagli fai uno sbaglio»
~

giovedì, novembre 19, 2009

Filastrocca del pulcino



Oggi gara di fumetto tra Troll e Principessa. Ha vinto nettamente la Principessa con l'illustrazione di una filastrocca che imparata a scuola per memorizzare i giorni della settimana.

Lunedì chiusin chiusino
Martedì bucò l'ovino
Viene fuori mercoledì
Pio-pio giovedì
Venerdì un volettino
Beccò sabato un granino
E la domenica mattina aveva già la sua crestina.
~

venerdì, maggio 01, 2009

Filastrocca: Batti batti le manine


Da un paio di settimane la Tamagotchi di 7 mesi ha imparato a battere le mani. Le piace molto farlo quando sente la filastrocca:
Batti, batti le manine,
che arriverà papà,
ti porterà i biscotti
che Aurora mangerà.
Breve e semplice, è una marcetta durante la quale battere mani e piedi.
~

giovedì, aprile 23, 2009

Filastrocca: La pecora è nel bosco

Beh, questa è più una canzoncina che una filastrocca ... ed, incredibilmente viene dall'ufficio, invece che da casa.

Dovete sapere che, ogni tanto, a qualcuno dei colleghi fuma la possente cervice e, per spezzare il troppo silenzio, se ne parte con una battuta divertente o un commento sull'ultima notizia di cronaca, raccontata al proprio dirimpettaio ad un volume abbastanza alto perché possano rispondere anche i colleghi all'altra estremità.

Insomma, in un raro momento di completo silenzio, un paio di giorni fa, è partito un «La pecora è nel bosco ...» a cui qualcuno ha risposto «BUM».
Incredibilmente il ritornello si è diffuso con la rapidità di un virus tropicale fino alla seconda strofa; dopo la quale nessuno si ricordava come procedere.

Arrivato a casa ho chiesto consulenza alla Principessa che mi ha prontamente ricordato la continuazione corretta con quell'aria da «ma papà, è facile. Se ti impegni ...».

Ed eccola qui:
La pecora è nel bosco, BUM;
la pecora è nel bosco, BUM;
la pecora è nel bosco, larillarillalero;
la pecora è nel bosco, larillarillala.

Vogliam vedere il bosco, BUM;
vogliam vedere il bosco, BUM;
vogliam vedere il bosco, larillarillalero;
vogliam vedere il bosco, larillarillala.

Il fuoco l'ha bruciato, BUM;
il fuoco l'ha bruciato, BUM;
il fuoco l'ha bruciato, larillarillalero;
il fuoco l'ha bruciato, larillarillala.

Vogliam vedere il fuoco, BUM;
vogliam vedere il fuoco, BUM;
vogliam vedere il fuoco, larillarillalero;
vogliam vedere il fuoco, larillarillala.

L'acqua l'ha spento, BUM;
l'acqua l'ha spento, BUM;
l'acqua l'ha spento, larillarillalero;
l'acqua l'ha spento, larillarillala.

Vogliam vedere l'acqua, BUM;
vogliam vedere l'acqua, BUM;
vogliam vedere l'acqua, larillarillalero;
vogliam vedere l'acqua, larillarillala.

Il bue l'ha bevuta, BUM;
il bue l'ha bevuta, BUM;
il bue l'ha bevuta, larillarillalero;
il bue l'ha bevuta, larillarillala.

Vogliam vedere il bue, BUM;
vogliam vedere il bue, BUM;
vogliam vedere il bue, larillarillalero;
vogliam vedere il bue, larillarillala.

Michele l'ha ucciso, BUM;
Michele l'ha ucciso, BUM;
Michele l'ha ucciso, larillarillalero;
Michele l'ha ucciso, larillarillala.

Vogliam veder Michele, BUM;
vogliam veder Michele, BUM;
vogliam veder Michele, larillarillalero;
vogliam veder Michele, larillarillala.

La morte l'ha rapito, BUM;
la morte l'ha rapito, BUM;
la morte l'ha rapito, larillarillalero;
la morte l'ha rapito, larillarillala.

Vogliam veder la morte, BUM;
vogliam veder la morte, BUM;
vogliam veder la morte, larillarillalero;
vogliam veder la morte, larillarillala.

La morte non si vede, BUM;
la morte non si vede, BUM;
la morte non si vede, larillarillalero;
la morte non si vede, larillarillala.

La storia è finita, BUM;
la storia è finita, BUM;
la storia è finita, larillarillalero;
la storia è finita, larillarillala.
Se non conoscete la musica, potete ascoltarla su youtube.

La storiella parla tranquillamente di vita e di morte, un po' come se le cose importanti fossero rimaste esclusivo dominio dei bambini.

Ed ora che siete arrivati fino in fondo: che fine ha fatto la pecora?
~

giovedì, febbraio 26, 2009

La filastrocca del chicco di caffè

Gatta Susanna ci regala un'altra filastrocca -veramente una ninna nanna-. Non possiamo che pubblicarla come post per darle maggior risalto rispetto al commento in cui, in questo momento, è relegata.
Io la trovo bellissima, anche se difficile da cantare dato che bisogna essere almeno un po' intonati:
Ninna nanna, mamma,
tienimi con te
nel tuo letto grande,
solo per un po’;
una ninna nanna
io ti canterò
e se ti addormenti,
mi addormenterò.

Ninna nanna, mamma, insalata non ce n’è,
sette le scodelle sulla tavola del re,
ninna nanna, mamma, ce n’è una anche per te;
dentro cosa c’è?
Solo un chicco di caffè.

Dormono le case,
dorme la città;
solo l’orologio
suona e fa tictac;
anche la formica
si riposa ormai,
ma tu sei la mamma
e non dormi mai.

Nonna nanna, mamma…. (ritornello)

Quando sarò grande,
comprerò per te
tante cose belle,
come fai per me,
chiudi gli occhi e sogna
quello che non hai;
i tuoi sogni poi
mi racconterai.
Ninna nanna, mamma, insalata non ce n’è;
sette piatti d’oro sulla tavola del re;
ninna nanna, mamma, ce n’è uno anche per te!
Ci mettiamo su
Tutto quello che vuoi tu!
Ho trovato anche la versione da ascoltare su YouTube.
~

martedì, febbraio 17, 2009

Filastrocca del cowboy

Ecco una nuova filastrocca che ci è stata proposta da Gatta Susanna ed è stata completata dalla mia enciclopedica moglie.
Dentro la caverna, in fondo a un bosco nero

c'era un cowboy che si chiamava Piero;
e la sua cavalla dormiva nella stalla,
mentre lui beveva allegramente il thè!

Il cowboy Arturo,
pian pian scavalcò il muro
e la sua cavalla gli rubò,
ohibò!

Beh, forse è un po' breve per far dormire i bambini ... ma è simpatica e ben si presta a spezzare un momento di tensione.
~

sabato, gennaio 24, 2009

La filastrocca degli elefanti sul filo di una ragnatela



Da un paio di giorni la Tamagotchi ha il raffreddore e la febbre. A quattro mesi la febbre sale subito a 39 e su fino a 40. Quando la bambina cuoce non resta che la Tachipirina (o qualsiasi altro farmaco a base di paracetamolo), ma fino ad allora frignotterà senza sosta senza essere del tutto sveglia e senza riuscire ad addormentarsi.

Allora la prendo in braccio e la sballotto a tempo cantando (per quando profodamente stonato) una filastrocca semplice e ritmata -che mi porto dietro fin dal primo figlio- che si può canticchiare tenendo sempre lo stesso tono.
A seconda del giorno e di quanto la vittima è arrabbiata, la filastrocca può durare da 3 a 10 elefantini -in casi di terribile crisi sono arrivato anche fino a trenta-, prima che svenga per la disperazione.

Ormai è entrata così tanto nella nostra cultura famigliare da rappresentare la misura, in elefantini, del malessere infantile:
«Un elefante si dondolava sopra il filo di una ragnatela
ma non trovando il gioco interessante, andò a chiamare un altro elefante.

Due elefanti si dondolavano sopra il filo di una ragnatela
ma non trovando il gioco interessante, andarono a chiamare un altro elefante.

Tre elefanti si dondolavano sopra il filo di una ragnatela
ma non trovando il gioco interessante, andarono a chiamare un altro elefante.

(... ripetere fino a che la vittima chiude gli occhi ...)
Dieci elefanti si dondolavano sopra il filo di una ragnatela
ma non trovando il gioco interessante, andarono a chiamare un altro elefante.

(... ora, se non siete già svenuti anche voi, c'è una simpatica prolunga che ho trovato in rete ...)

Il ragno che li vide pensò con spavento
"se un altro ne arriva, cadiam tutti insieme!".

(... e qui incomincia la discesa ...)
Dieci elefanti si dondolavano sopra il filo di una ragnatela
e non trovando il gioco interessante, se ne andò un grande elefante.

Nove elefanti si dondolavano sopra il filo di una ragnatela
e non trovando il gioco interessante, se ne andò un altro elefante.

(... e poi a scendere, per assicurarsi che dorma veramente, fino a ...)

Un elefante si dondolava sopra il filo di una ragnatela
e non trovando il gioco interessante, tornò a casa da mamma elefante.

Il ragno sospirò, si sentiva sollevato! (uff ...)
Mangiò una mosca morta e si leccò il palato.»
Certo che funziona, ma vorrei conoscere il pusher di chi l'ha inventata. ;-D
~

mercoledì, dicembre 03, 2008

Filastrocca tick tack


«Io non taccio
tick, tack
mai mi fermo
tick, tack
notte e giorno
son sempre sveglio

Batto l'ora
tick, tack
i minuti
tick, tack
che non vadano perduti
tick, tack»

~

giovedì, novembre 27, 2008

Filastrocca della formichina


La Principessa ha provato ad insegnarmi un'altra filastrocca.
«Guardala là una formichina
corre, corre alla mattina

Corre, corre fino a sera
corre anche in primavera»
~

venerdì, novembre 21, 2008

La filastrocca dell'elefante

La principessa, da qualche giorno, mi canta la filastrocca dell'elefante. Ieri mi ha costretto a scriverla.
«Come è grande l'elefante
che si muove tra le piante

se comincia a camminare
lui la terra fa tremare

se comincia a camminare
lui la terra fa tremare»
Dice che scrivendola potrei impararla anch'io, se mi sforzo un po'.
~

sabato, novembre 01, 2008

Piove, filastrocca


Ieri ho accompagnato la principessa dal dentista.
Pioveva senza interruzione e, per problemi di parcheggio, abbiamo lasciato la macchina lontano dallo studio del dentista. Abbiamo camminato a lungo con stivali di gomma, mantellina e ombrello.

Per occupare il tempo la principessa mi ha insegnato una filastrocca:
Piove, pioviggina
la carta si appiccica
si appiccica sul muro
suona il tamburo
tamburo e tamburello
apri l'ombrello
mettiti sotto tu
e così non ti bagni più
.
... e pensare che quando ero bambino non ne ho mai imparata una.
~

mercoledì, maggio 07, 2008

Filastrocca del ragno

Non so da dove venga, ma la ho in testa da un po'.


C'era una volta un ragno
all'ombra di un castagno.
La pioggia venne giù,
ed il ragno non c'è più.


~

mercoledì, marzo 12, 2008

A proposito di ratti che si credono gatti

Questa mattina, con mio figlio, abbiamo inventato questa rima:
Matto è il ratto che si crede gatto con poco tatto.
oppure
Matto è il ratto che fuggendo dal gatto crede di aver poco tatto.
oppure, ancora:
Matto è il ratto che crede nel patto stipulato con il gatto.

domenica, dicembre 30, 2007

La storia in P

Da un ricordo di oratorio di mia moglie è emersa questa bellissima storiella:
Pier Paolo Pitti,
povero piccolo prete prevosto pisano
passando per ponte Pio Po
ponendo proprio piede pozzanghera pantanosa
poche potenti parole pronunciò:
primo penso poi parlo
poichè parole poco pensate possono portare pronti pregiudizi,
PORCA PEPPA PIOVE

Don Giuseppe Cazzaniga

Mi sento fortunato