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martedì, ottobre 27, 2009

Quanta superfice ci vuole per dare energia al mondo?

Era da un po' che non frequentavo l’ottimo sito Eco Alfabeta, ed anche questa volta è riuscito a stupirmi con l'immagine che segue:


Clicca per ingrandire

Quel piccolo quadratino grigio in centro al mondo è la superficie totale che servirebbe per allestire pannelli solari in grado di fornire a tutto il mondo l’energia necessaria nel 2030 (con un incremento di un terzo di consumi energetici rispetto ad oggi).  Il quadratino verde nel Sahara sarebbe sufficiente a dare energia a tutta l’Europa.
Non per caso grandi aziende private in Germania stanno investendo ingenti somme in questa direzione attraverso il progetto Desertec. Speriamo.
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domenica, marzo 15, 2009

Diamo una spinta alla Rivoluzione Verde Italiana

Stiamo distruggendo il mondo. L'Italia potrebbe partecipare alla salvezza del mondo e -per ché no- anche la propria futura economia razionalizzando i propri consumi e spingendosi maggiormente verso la produzione di energia da fonti rinnovabili e adottando comportamenti più attenti alla limitazione dello spreco.

Ci sono alcuni aiuti che potrebbero venire dalla politica -quella vera, non quella politicante- e trovo che Kuda ne abbia ben rappresentato una parte con l'iniziativa "blogger per l'ambiente" che chiede al governo di intervenire per:
1- TOGLIERE L'ICI DAL FOTOVOLTAICO, RIPRISTINARE LE CONDIZIONI DI PAGAMENTO INIZIALI DEL FINANZIAMENTO SUGLI IMPIANTI: gli impianti solari fotovoltaici a terra e sui tetti quelli non integrati, vengono classificati come impianti industriali e si impone l'onere di accatastarli e di pagare quindi l'Ici. Inoltre il governo Berlusconi ha modificato una serie di aspetti secondari dei meccanismi di pagamento in modo peggiorativo: vogliamo sia ripristinata la situazione iniziale. (+ info)

2- RIPORTARE IL RECUPERO DEL 55% DELL’IRPEF SPALMABILE SU 10 ANNI: per i lavori sull'efficienza energetica, con le nuove norme, si può recuperare il 55% di detrazione spalmandolo su un periodo di 5 anni. Di fatto si penalizza chi ha un reddito inferiore e quindi può recuperare ogni anno una quota inferiore di finanziamento. Chiediamo che anche i cittadini che non pagano l’Irpef e quindi non possono recuperare nulla venga dato modo di usufruire di pari incentivi o rimborsi. E’ assurdo che possa investire in efficienza energetica solo la fascia medio alta della popolazione. Inoltre chiediamo che vengano immediatamente emessi i decreti attuativi per la detrazione 2009, senza i decreti attuativi la detrazione del 55% del’Irpef non esiste. (+ info)

3- RECUPERO DELL'OLIO FRITTO PER FARNE BIODISEL: istituire la raccolto degli olii alimentari come in Germania dove si consegnano ai distributori di carburante che rilasciano un buono sconto proporzionato alla quantità d'olio fritto. Inoltre togliere il divieto di commercializzare liberamente il biodiesel, oggi i produttori hanno l'obbligo di conferirlo ai petrolieri che lo mischiano con il diesel. (+ info)

4- OBBLIGARE I COMUNI A PUBBLICARE LA LORO BOLLETTA ENERGETICA e chiedere un impegno perchè ogni anno ci sia una diminuzione del consumo pro-capite. (+ info)

5- ISTITUIRE FORME DI CREDITO PERMANENTI PER CHI VUOLE INVESTIRE IN ECOTECNOLOGIE magari su esempio di quello che ha fatto la Provincia di Milano.

6- SBLOCCARE LA RACCOLTA DEI RIFIUTI ELETTRONICI: Il 1 gennaio 2008 sarebbe dovuto partire il nostro sistema di raccolta dei rifiuti hi-tech. Ufficialmente ma non nella realtà! Mancano all’appello diversi decreti attuativi necessari a tradurre in pratica le disposizioni di legge. Tra questi, c’è il cosiddetto “Decreto Semplificazioni”, che obbliga la distribuzione a ritirare gratuitamente, in ragione di uno contro uno, l’apparecchiatura usata al momento dell’acquisto di un nuovo articolo simile destinato a un nucleo domestico. Questo decreto doveva entrare in vigore entro il 28 febbraio 2008, ma ancora non vede luce. (+ info)

7- SOSTEGNO ALLA MOBILITA' CICLABILE: introdurre in tutti i comuni la legge che prevede il diritto di parcheggiare le biciclette nei cortili dei palazzi e delle aziende. Obbligare i gestori dei trasporti pubblici a permettere il trasporto delle biciclette su metropolitana ed autobus per almeno il 50% del tempo di servizio. (+ info)

8- RIDURRE L'USO DI BATTERIE USA E GETTA: tassazione sulle batterie usa e getta per finanziare un incentivo a quelle ricaricabili. (+ info)

9- SOSTEGNO ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA: mettere simboli chiari su ogni materiale utilizzato nelle confezioni in modo da evitare confusioni. (+ info)

e poi una proposta macro:

10- INVESTIRE NELLE FONTI RINNOVABILI I SOLDI DEL NUCLEARE, DELLE CENTRALI ELETTRICHE ALIMENTATE DA FONTI ENERGETICHE NON RINNOVABILI E DEI NUOVI INCENERITORI: nei recenti accordi Francia-Italia si parla di una spesa di oltre 20 miliardi di euro per costruire centrali nucleari in Italia che daranno energia solo tra 12/15 anni. Investire subito le stesse risorse sul centrali e microimpianti alimentati da fonti rinnovabili per avere energia da subito e non trovarsi il problema delle scorie e di eventuali incidenti. (+ info)
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giovedì, febbraio 12, 2009

M'illumino di meno, giornata del risparmio energetico

Dopo il successo delle passate edizioni, i conduttori Cirri e Solibello chiederanno nuovamente agli ascoltatori di dimostrare che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio. L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2009 dalle ore 18.

Io darò il mio contributo andando in ufficio in bicicletta e la sera, prima di andare a letto, spegnerò tutte le luci di standby di casa.
Durante il giorno in ufficio spegnerò la sete di acqua riutilizzando diverse volte la stessa bottiglietta, riempiendola al lavello del bagno.
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lunedì, ottobre 20, 2008

La sufficienza integra l'efficienza

Negli ultimi anni si è fatto molto per aumentare l'efficienza delle attività umane e delle macchine.
Ma, visto che la richiesta di energia è in continuo aumento, anche grazie alla richiesta di ampi strati della popolazione mondiale che cercano di raggiungere il nostro livello di vita e di automazione, l'aumento dell'efficienza rischia di non essere più sufficiente. Ricordiamoci che l'aumento dell'energia è destinato a scontrarsi con il secondo principio della termodinamica.
Una proposta per diminuire il consumo di energia oltre l'aumento dell'efficienza (che, per definizione, è limitata) è l'adozione della sufficienza.
La sufficienza si può definire più o meno così:
«Non utilizzare più energia di quanta sia sufficiente per raggiungere il proprio scopo»
In parole povere, ogni qualvolta sia possibile, non utilizzare un cannone per sparare alle mosche.
Sarà banale ma è esattamente l'opposto di quanto fa chi usa un SUV per fare la spesa, un televisore al plasma da 42 pollici per vedere le telenovelas o il riscaldamento a 22 gradi in casa (quando con 19 gradi ed un maglioncino si sta benissimo).

Un po' di documentazione:

lunedì, settembre 08, 2008

Eolico vs nucleare

Alla fine è successo, la produzione mondiale di energia eolica ha superato la produzione nucleare. Alla faccia della promessa di energia economica ed illimitata dall'atomo.

Vi dirò che non sono mai stato antinucleare per principio, l'idea di produrre quantità illimitate di energia a basso costo inquinando pochissimo ma a costo di alcuni ragionevoli rischi ha sempre attratto la mia fantasia.

Il fatto è che, secondo Warren Buffett e Carlo Rubbia -un paio di persone che stimo per motivi ovviamente diversi- l'energia nucleare è, oltre che rischiosa, anche economicamente insostenibile senza aiuti di stato al valore attuale dell'energia.

Si noti che:
  1. Carlo Rubbia è premio Nobel per la fisica 1894 oltre che ex direttore del Cern di Ginevra
  2. Warren Buffet è diventato l'uomo più ricco del mondo grazie al fondo di investimento Berkshire Hathaway che ha fondato nel 1962 e che ha (quasi) sempre garantito un aumento del 30% annuo del capitale ai suoi investitori.
    Nel 2007 ha speso 13 milioni di dollari per valutare la sensatezza economica dell'acquisto di una centrale nucleare negli USA. Alla fine del lavoro di analisi ha dichiarato che la produzione di energia nucleare è insostenibile dal punto di vista economico (a meno di aiuti di stato).
... se non ci capiscono loro.

Ovviamente, vista la fame di energia che c'è, la partita non si chiude qui. Anche se l'dea di investire enormi quantità di denaro per costruire nuove centrali atomiche in Italia sembra già nata vecchia.
In fondo, perchè dovremmo investire i nostri -già pochi- denari dove gli altri stanno disinvestendo?

Approfondimenti nella rubrica "non è vero che tutto va peggio" di Michele Dotti, su AriannaEditrice, su SenzaSoste e su Repubblica (limitatamente agli USA).
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martedì, agosto 12, 2008

Obama dixit

«... . Nel lungo termine, l' unica cosa che possiamo fare per far fronte al costo della benzina è di cambiare il modo in cui consumiamo petrolio. Questo significa investire in carburanti alternativi, innalzare i parametri di efficienza energetica per le automobili, aiutare l' industria automobilistica a ristrutturarsi internamente».
L' alto costo del petrolio potrebbe però paradossalmente diventare una cosa positiva, una spinta per passare a energie alternative?
«Abbiamo consumato e consumiamo energia come se le fonti fossero illimitate. Adesso, con la rapida crescita di India e Cina, sappiamo che i nostri bisogni superano di gran lunga le riserve disponibili»
Da un'intervista a Barack Obama pubblicata da la Repubblica il 13/06/08.
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Il costo del petrolio e la caccia all'untore

Il Italia c'è una tradizione che risale ai tempi del medioevo: quando arrivava la peste si cercava un colpevole, un untore. E non si andava tanto per il sottile, era sufficiente una denuncia in pubblica piazza per far impiccare un povero cristo.
Insomma, qualcuno la doveva pur aver portata questa maledetta peste. Era un modo come un altro per sfogare la rabbia del popolo e, magari, anche l'invidia verso qualcuno che già non se la era presa, la peste.

Ed ecco che si arriva ad oggi. Il consumo mondiale di petrolio - una risorsa accumulatasi nel ventre della terra in quache milione di anni e dunque destinata prima o poi a finire - presenta un aumento di consumo come nel grafico che segue:


una bella rampa di salita ininterrotta.

Che io sappia, se una risorsa è limitata e necessaria, finisce per essere contesa tra i soggetti che la vogliono acquistare e questo, inevitabilmente, finisce per far salire i prezzi.

Perché il prezzo del petrolio scenda deve avverarsi almeno una delle seguenti:
  • dovrebbe diminuire il consumo di petrolio, a parità di capacità estrattiva
  • dovrebbe aumentare sensibilmente la capacità estrattiva
Il fatto è che Cina ed India, che contano miliardi di abitanti, sono ben diretti verso il raggiungimento del nostro tenore di vita e sono ancora ben lungi dall'esserci arrivati. Dal momento che siamo ancora all'inizio dello sviluppo delle energie rinnovabili e dell'efficenza energetica, il consumo di petrolio non diminuirà.

Peraltro, i giacimenti più facilmente raggiungibili sono già sfruttati al massimo, quando non addirittura esauriti. Restano da utilizzare giacimenti il cui costo di sfruttamento sarà sempre più alto. Questi giacimenti saranno interessanti ad un elevato prezzo del petrolio ma diventerebbero antieconomici se il prezzo dovesse scendere.

E' facile prevedere che, vista la richiesta crescente di energia sul mercato mondiale, ogni annuncio di aumento di capacià estrattiva abbia effetto temporaneo e che il prezzo del petrolio continuerà ad aumentare ancora per alcuni decenni.

Panorama del 17/07/08, esce con una copertina composta come segue:
immgine di sfondo: mostruose cavallette d'acciaio divorano banconote
Ecco chi divora i nostri soldi
SPECULATORI ALL'ATTACCO
L'anticipazione recita:
Shock petrolifero.
Crisi alimentare.
Ritorno dell'inflazione.
E, dietro, i nuovi predatori della finanza che muovono miliardi di dollari.
Chi sono, come lavorano
e chi può fermarli.
TREMONTI: IO HO UN PIANO
Pazzesco!

Ora, a parte l'effetto un po' ridicolo dell'occhiello riguardo il piano di Tremonti, non sembra una vera e propria caccia all'untore?

Non che gli specuatori siano siano dei santarellini, ma il loro mestiere è quello di anticipare i trend di mercato acquistando adesso il prodotto di domani, in modo da poterlo poi rivendere con un guadagno. Dunque il loro contributo si ferma all'anticipare un eventuale aumento, non a provocarlo.

Certo, la caccia al capro espiatorio è liberatoria, ma non contribuisce punto alla soluzione dei problemi.

Cosa ci vorrà per capire che siamo di fronte ad un cambiamento epocale e che prima cominceremo ad affrontarlo e meglio sarà?

Per approfondire:
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lunedì, luglio 14, 2008

La scommessa della decrescita


L'autore, professore emerito di Scienze economiche all’università di Paris-sud, ci racconta di come stiamo vivendo al di sopra della possibilità della Terra di rigenerare le risorse che consumiamo e, dunque, saremo destinati a ridurre il nostro tenore di sfruttamento delle risorse naturali.
Secondo Latoche abbiamo due possibilità: continuare sulla strada della crescita economica e arrivare all'esaurimento delle risorse e alle catastrofi umane che ne seguiranno (carestia, guerre, ingiustizie e fame) oppure organizzarci per ridurre da subito i nostri consumi, producendo di meno e lavorando di meno spostando il baricentro della nostra vita dalla produzione e consumo verso una maggiore convivialità e solidarietà reciproca; con il vantaggio che potremmo finire per ritrovarci più felici di ora.

Il libro è pesante, ricco di citazioni e riferimenti, come si conviene ad un libro scritto da un professore universitario, ma poco scorrevole e tuttosommato poco scientifico quando utilizza aggettivi "pesanti" più adatti a chi cerca di convincere da un pulpito piuttosto che di chi esamina razionalmente varie possibilità e cerca di non spingersi ad affermazioni che poi non dimostra inoppugnabilmente.

In compenso ci fornisce diversi spunti di riflessione:
  1. Le limitate risorse naturali della terra non consentono ulteriore crescita economica.
  2. Dato che già ora consumiamo più risorse naturali di quanto il pianeta non ne produca, non è sufficiente fermare la crescita, è necessario decrescere (!).
  3. Crescita economia e felicità non procedono di pari passo, anzi: negli ultimi vent'anni siamo cresciuti molto economicamente ma siamo meno felici.
  4. Il PIL non è una buona misura. Se, ad esempio una azienda inquina per prudurre un bene che poi vende e la collettività deve poi procedere alla bonifica per ridurre i danni dell'inquinamento sui cittadini, si produce un PIL più alto che se l'azienda semplicemente non inquinasse. In pratica l'azienda che produce il bene ne può produrre di più a minor costo e, dunqe venderne di più facendo girare più denaro, a questo denaro và aggiunto il costo della bonifica che produce reddito per un'azienda che di questo si occupa.
  5. Passando sempre più tempo al lavoro, in macchina, davanti alla TV ed al supermercato bruciamo tempo che potremmo dedicare alla convivialità (lo stare assieme alle persone, l'aiutarsi reciprocamente, il fare delle cose assieme). Più convivialità aumenterebbe la felicità molto più di quanto non farebbe un ulteriore aumento dei nostri redditi (e lavoro e consumi).
  6. La decrescita felice passa anche per il cibo: dovremmo smettere di consumare cibo industriale (ma questo già lo sapevamo) ma dovremmo anche acquistare solo cibo che abbia percorso il minor numero di km possibile e con meno confezioni possibile. Il fatto, ad esempio, che in Italia si beva l’acqua Evian, proveniente dalla Francia, ed in Francia la San Benedetto, proveniente dall’Italia è un esempio di spreco di energia.
  7. Dobbiamo riciclare il riciclabile ma anche evitare di sostituire apparecchi funzionanti (dunque ridurre l'ansia da obsolescenza).
  8. Le parole chiave della "ideologia della decrescita" sono sobrietà e convivialità.
Armandosi di una sufficiente tenacia e di un ragionevole distacco, è sicuramente una lettura in grado di aprire nuovi orizzonti alla propria visione dell'economia e del sociale.

Si veda anche:
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venerdì, aprile 25, 2008

Energie rinnovabili

La popolazione mondiale aumenta, la ricchezza si sta diffondendo anche a paesi molto popolosi come Cina ed India, il petrolio sta finendo (o, comunque, l'estrazione non può aumentare ulteriormente) e costa sempre di più. Inoltre, il livello di CO2 nell'atmosfera sta causando il riscaldamento globale.

Da qualche tempo, per fortuna, sta aumentando esponenzialmente il numero di tecnologie disponibili per ridurre l'utilizzo dei carburanti fossili.
Sono veramente tante perchè la soluzione di un problema così complesso non può, probabilmente, essere in una sola tecnologia. Ho provato a sintetizzarle in una mappa mentale (usando FreeMind).


In testo risulta come segue.
  • Biocombustibili
    • Oli
    • Acol
    • Cereali
    • Cellulosa
    • Legno
  • Rifiuti
    • Termovalorizzazione
  • Metano da biomasse
    • Letami da stalla
  • Risparmio
    • TAV

      • Meno voli

      Cibo a Km Zero

      • Latte crudo
      • Verdure e frutta
      • Carne (meno)

      Meno confezioni

      inutili

      • Cibo nei distributori
      • Detersivi nei distributori

      Meno trasporti

      inutili

      • Telelavoro
      • Mezzi pubblici di trasporto

      Isolamento termico

  • Efficenza
    • Classe A
      • Case
      • Elettrodomestici
    • Cogenerazione
    • Trigenerazione
  • Pompa di calore
  • Idroelettrica
  • Eolico
  • Maree
  • Solare
    • Termico
    • Fotovoltaico
  • Fantascientifici
    • Satellite specchio
    • Satellite + trasmissione microonde
    • Nucleare da fusione

Mi sento fortunato