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giovedì, ottobre 29, 2015

la fabbrica delle bufale odiose

Qualche anno fa (era il 2009!) mi dedicai all'esercizio di scrittura del La notizia perfetta in polemica con il menù proposto dai media mainstream in quegli anni.

Oggi leggo questo articolo comparso sull'Espresso:
«Vi racconto come ho fatto soldi a palate spacciando bufale razziste sul web»"Le mie notizie erano chiaramente inventate: solo chi non ha facoltà di discernimento poteva crederci. Dico questo senza voler offendere in nessun modo il mio pubblico."
Chissà che qualcuno dei nostri baldi inventori di bufale non si sia ispirato proprio al mio giochetto, trasformandolo in un enorme specchio per allocchi. 

venerdì, giugno 14, 2013

Dichiarazione di principi sul trattamento dell'informazione

«Ogni informazione è al contempo deformazione. Il diritto all'informazione è al contempo inseparabilmente legato al diritto alla deformazione, che appartiene a tutto il mondo. Più si produce informazione e più si crea un caos di informazione sfociante sempre più in rumore. La distruzione dell'informazione, come del resto la sua produzione, è il diritto inalienabile di ognuno».

Galactic Hacker Party, Amsterdam 1989

sabato, gennaio 15, 2011

A cosa serve Wikileaks

«Avevo il peggior metodo di studio, i voti più bassi. 
Finché non mi sono accorto del mio errore: per i 
passaggi importanti usavo un evidenziatore nero».
(J. Altman)

Un mondo senza segreti fa paura. In fin dei conti sappiamo quanto ci darebbe fastidio se pubblicassero su Internet il video di quando seduti sul wc ci mettiamo le dita nel naso sicuri di non essere visti. O di quando immergiamo le nostre caduche e molli membra (parlo per me) nella vasca da bagno. Oppure mentre controlliamo se la lunghezza del fedele amico si è mantenuta nel tempo misera come ce la ricordavamo.
Ma potrebbe anche capitare che la collega carina che osserviamo con tanta attenzione ogni volta che si alza, sperando in un cedimento della sollatura, si invaghisca di noi ... e non vorremmo di certo che il nostro cedimento alle sue grazie diventi di dominio pubblico. Quantomeno, non tanto pubblico da arrivare alle orecchie della nostra compagna.
E la zia? Se quella cui abbiamo raccontato per anni una scusa sempre diversa per non andarla a trovare, scoprisse dove eravamo veramente durante le rare occasioni di raduno familiare?
E quella volta che ci siamo accordati con il meccanico per uno sconto in cambio della, opss, mancata emissione della fattura? Se lo sapesse lo Stato ... mamma mia!
Insomma, un mondo senza segreti non sembra affatto un mondo desiderabile.
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D'altronde, l'inizio della democrazia in Russia è coincisa con la glasnost, cioè con la trasparenza. I cittadini devono avere la possibilità di controllare l'amministrazione, e devono poterlo fare direttamente. Anche senza intermediari, se lo desiderano.
Non ha senso che in Italia molti atti siano pubblici per legge (dunque tutti li possono consultare) ma per consultarli sia necessario andare sul posto in cui sono conservati, ad orari ridicoli (tipo dalle 11 alle 12.30 il martedì ed il giovedì) e doverli consultare sul posto senza la possibilità di accesso ad una fotocopiatrice.
Internet è uno strumento grandioso e, a mio avviso, ogni documento governativo che dovrebbe essere secretato con scadenza ed, appena scaduto il tempo, reso disponibile su Internet.

La guerra in Iraq è finita? Bene, voglio sapere quanto sono costati i missili utilizzati, di che marca erano e quando è stato lanciato ciascuno di essi per quale obiettivo. Quanta benzina hanno consumato i mezzi militari e quando è morto ciascuno dei morti di cui si conosce la morte (di una o dell'altra parte). Forse i dati sono tali che non andrò mai a guardarli ... o forse passerò le notti a svangare dettagli ed a scriverne sul mio piccolo blog, potendo sempre citare la fonte con una semplice URL.
Semplice no?
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L'era del Principe inizià a finire quando Machiavelli ne raccontò i meccanismi di potere. Forse è ora che anche la democrazia delegata cominci la sua fine ... per far spazio a forme di governo meno delegate, in cui vi sia maggiore spazio al il controllo diretto delle azioni dei governi.

E dato che il potere di alcuni governi si estende ben oltre i confini in cui risiedono o loro elettori/deleganti, è necessario che si sviluppino forme di controllo (morale, se non altro) anche esterne al territorio stesso.

Qualcuno dice che non funziona così, che i i segreti sono necessari. Adesso non funziona? Funzionerà!
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Cos'è Wikileaks: è un sito che pubblica documenti ufficiali e originali "trafugati" da cittadini di ogni parte del mondo "che portino alla luce comportamenti non etici di governi e aziende" tenuti nascosti.
Gran parte dello staff del sito, come gli stessi fondatori del progetto, rimane anonima.

L'organizzazione dichiara di verificare l'autenticità del materiale prima di pubblicarlo e di preservare l'anonimato degli informatori e di tutti coloro che sono implicati nella "fuga di notizie".

Traduzione da dizionario: 

leak   [li:k] [US]
    noun
        fessura
        apertura
        fuga
        fuoriuscita
        perdita
        falla
    verb
        fare acqua
        fuoriuscire
        trapelare
        far trapelare
        perdere
Espressioni correlate
    leak out
        trapelare
    security leak
        fuga di notizie
    leak detector
        cercafughe 
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Riporto qui la spiegazione la più chiara che mi è capitata di trovare della storia in base alla quale hanno arrestato Assange, il fondatore di Wikileaks:
«Intrigo a Stoccolma. Agosto 2010. Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, partecipa al seminario “Guerra e ruolo dei media”. La giornalista Anna Ardin lo invita a cena a casa sua. Dopo cena i due decidono di digerire insieme, ma il preservativo si rompe. Anna continua a digerire con Assange nei giorni successivi finché un’altra ragazza, Sofia Wilden, si invaghisce di lui vedendolo in tv e corre al seminario. Digeriscono due volte, la prima col preservativo, la seconda senza. Il giorno dopo Sofia si confida con Anna e decidono di denunciare l’amante per aver fatto sesso non protetto senza sottoporsi a controlli medici: un reato che in Svezia è estinguibile con 715 dollari di multa. Infatti la magistratura non sembra affannarsi troppo. Ma appena spuntano i files di Wikileaks, la pratica accelera e scatta l’ordine di cattura internazionale.
Al momento dell’arresto le cancellerie di tutto il mondo esultano. “Era ora!”, tuona Frattini. È la prima volta che l’arresto di un dongiovanni imprudente provoca reazioni di giubilo. Evidente che si tratta di una scusa. “Ma è democrazia questa?”, si chiede persino Putin. E Lula dal Brasile fa un’osservazione condivisibile: “Perché i bersagli dei dossier americani se la prendono con chi li ha diffusi, invece che con chi li ha scritti?”»
Massimo Gramellini a Che Tempo Che Fa dell'11 dicembre 2010
Seguendo il link è possibile trovare la lista dei mirror (cioè dei siti che riproducono gli stessi contenuti di Wikileaks garantendone la disponibilità anche quando il sito principale viene messo KO dai provider sotto le pressioni del governo americano).
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sabato, dicembre 12, 2009

Influenza A, cioè l'ennesima bufala

«Alla fine dell'inverno la temuta influenza A potrebbe passare come la pandemia più lieve mai registrata: è questa l'ottimista previsione sull'andamento dell'influenza A/H1N1 avanzata da alcuni tra i maggiori esperti di malattie infettive e biostatistica degli Stati Uniti.»
Il Corriere della Sera 8 dicembre 2009
Oggi, nei bagni dell'ufficio mi sono fermato a guardare il distributore del disinfettante per le mani che è stato messo in tutti i bagni quando ha cominciato a montare la fobia dell'influenza suina. C'è scritto:
  • Tenere lontano dalla portata dei bambini
  • In caso di contatto con gli occhi, lavare abbondantemente con acqua e consultare il medico.
Su Internet trovo la scheda tecnica di un prodotto similare, che aggiunge:
  • La dispersione in grosse quantità nell'ambiente acquatico può provocare la morte di pesci ed altri organismi acquatici.
... e tutto questo per la pandemia (probabilmente) meno pericolosa mai registrata.
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lunedì, settembre 21, 2009

Libro: Cattiva maestra televisione

Ho in mano questo libretto, 127 pagine, scritto da uno dei più acuti pensatori del 1900.

Lo scritto di Popper, nella parte centrale del libretto, è di 11 pagine e si intitola "Una patente per fare TV". Scritto con un linguaggio semplice e diretto accende una luce sul rapporto tra quantità e qualità, sulla differenza tra rappresentare la realtà ed il modificarla. Nel suo scritto, Popper cita spesso un articolo di sociologia  intitolato "Ladra di tempo, serva infedele" di John Condry. Per fortuna l'articolo è riportato interamente nelle 20 pagine successive, e merita di essere letto.

Il tutto si legge in una sera e fornisce gli strumenti minimi essenziali a considerare la televisione con il giusto senso critico.

Illuminante.

Si può trovare su IBS, a 9,00€.

P.S. Il testo di Popper è accompagnato da un'introduzione, scritta da Giancarlo Bosetti, che arriva fino a pagina 67 ed è scritta con il classico linguaggio dei professori universitari di materie umanistiche, dice molto ma l'ho saltata a piè pari appena ho incontrato una frase che comincia con «Il pensiero popperiano ...», sigh.
Mi riprometto di tornare a leggerla, prima o poi.
Dopo il contributo di Condry seguono vari appendici, uno dei quali scritto da papa Wojtyla, utili per chi desiderasse approfondire ulteriormente l'argomento secondo diversi punti di vista.

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martedì, aprile 14, 2009

Sotto la notizia, niente

Dopo aver, la settimana scorsa, pubblicato un post sui supposti sciacalli fermati ad Onna e poi liberati con tante scuse "per non aver commesso il fatto", questa sera ho dedicato una mezz'oretta al googeling sul tema dello sciacallaggio in Abruzzo. Lo scopo della ricerca era trovare almeno una notizia di fermo confermato da parte delle forze dell'ordine.
Ebbene, tolto il caso di cui abbiamo già parlato, e tolte le frasi ad effetto ma non circostanziate ad almeno un fatto preciso, non ho trovato nulla, zero.

Sulla maggior parte dei giornali nazionali ho trovato molti articoli come quello che segue:
«(...) È facile infilarsi nelle vite distrutte e nel dramma delle famiglie. Nelle certezze portate via da una violenta scossa che di notte ha costretto tutti a infilare il buio e a dimenticare le proprie case. Che vengono subito prese di mira: i furti iniziano a consumarsi presto. Mentre la sofferenza cerca una via d’uscita, mentre si contano oltre centomila sfollati, mentre le ambulanze continuano a zigzagare tra una strada e l’altra, mentre si cercano i dispersi e i conti non tornano, diversi appartamenti vengono presi di mira. E svaligiati. (...) »
il Giornale in un articoli intitolato "Tutti per strada e gli sciacalli rubano nelle stanze vuote"
Eppure, nessuno ha raccontato di un solo fermo confermato a parte quello della povera badante rumena ad Onna. Siccome devo supporre che, se un giornalista viene a sapere di un caso su di un argomento su cui pure Berlusconi ha promesso un decreto legge apposito, lo scriva e ne dia pure una certa pubblicità, non mi resta che concludere che non vi sia neppure un caso.

Si scuseranno i giornalisti che, come nel caso del Giornale, vi hanno scritto sopra l'introduzione di un romanzo? Si scuseranno con i loro lettori?

Visto che la notizia è passata in prima pagina mentre la smentita forse in nona, la notizia che è passata alla maggior parte dell'opinione pubblica è che vi siano stati gravi episodi di sciacallaggio. Niente di più falso.

P.S. Già che sono qui a scrivere cose impopolari, vi ricordo che non risulta, negli ultimi anni, un solo caso di bambino italiano rapito da zingari. Cioè, tolti i casi di tentato rapimento (quasi sempre finito in assoluzione "per non aver commesso il fatto"), non è mai stato documentato un caso di rapimento e/o ritrovamento. Ne ho scritto in un precedente post.
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sabato, aprile 11, 2009

La vicenda degli SCIACALLI rumeni e la pessima informazione

Siamo alle solite. Due giorni fa, in pausa pranzo i colleghi che mangiano un panino alla scrivania guardando le news su Internet esplodono in una serie di commenti come: «bisognerebbe mandarli a casa loro», «si, ma senza dimenticarsi, prima, di elargire loro una manica di botte», «che vergogna», «questa è gente disumana», «ci vorrebbe la legge marziale». Non mi intrometto, sono in ritardo con le consegne ed ho poche ore per portarmi avanti. A sera, il TG1 apre sugli episodi di sciacallaggio, terribili perché proprio ad Onna, il paese che non c'è più.

Non capisco. Perchè un povero cristo qualsiasi dovrebbe pensare di andare fino ad Onna -un paese piccolo, con poche vie d'accesso (ed, eventualmente, di fuga), difficile da raggiungere anche per la Protezione Civile, pieno di volontari e di giornalisti, ancora presidiato dagli abitanti che sperando di recuperare le poche cose sopravvissute- per scavare con fatica e grande pericolo le poche cose di valore che il terremoto non ha distrutto?
Possibile che a neppure uno dei geni del giornalismo sia venuto un barlume di dubbio? A cosa serve il comitato di redazione? Puzza come un pesce marcio.

Ma, opss, ecco la parola magica: rumeno, anzi rumeni! Si spiega tutto. Sono stranieri, sono poveri, hanno sguardi torvi, spesso sono vestiti male, fanno lavori di fatica, a volte puzzano, sono rissosi, bevono birra sulle panchine del parco e lasciano in giro le bottiglie vuote. Perfetti.

Oggi sono in vacanza. Questa mattina sfogliavo annoiato la Repubblica e vengo attratto da un box a pagina 9 intitolato:

Assolti 4 rumeni accusati di sciacallaggio
in cui si racconta che la badante rumena di un anziano abitante di Onna ed ora sfollato a San Felice d'Ocre, è andata ad Onna accompagnata da tre connazionali e, nonostante il pericolo di crolli, è entrata nella casa dell'anziano per recuperare le sue povere cose.
La signora ha chiesto le chiavi della casa ad un volontario senza avvisare che era accompagnata. Quando il volontario ha visto gli uomini uscire dalla casa carichi di borse si è preoccupato ed ha chiamato i carabinieri.
I carabinieri hanno trovato il gruppo in possesso in alcuni gioielli e di un piede di porco ed hanno fermato il gruppo con l'accusa di sciacallaggio.
Al processo, celebrato fortunatamente per direttissima, è emerso che gli ori e tutte le cose asportate dall'abitazione erano di proprietà della badante e che i 100.000€ che l'anziano teneva in casa sotto sotto un mattone erano ancora al loro posto insieme a tutte le sue proprietà. La badante non aveva asportato neanche uno spillo che non fosse proprio. Assolti, insomma, per non aver commesso il fatto.

Non è che gli organi di informazione (tv o giornali) sono stati un pò frettolosi? A quanti cittadini, colpiti dalla notizia dello sciacallaggio in così drammatici frangenti arriverà la notizia dell'innocenza della povera signora?

Questa sera mi accingo a scrivere e, nel tantativo di documentarmi meglio, scopro che il corrierone fà un doppio carpiato misto ed esce con un articolo in cui riesce ad accusare di sciacallaggio romeni e cinesi pur annunciando l'innocenza della povera badante. Il tutto senza circostanziare alcun fatto concreto.

Senza pudore.
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giovedì, aprile 02, 2009

L'informazione, i cani e le prime pagine dei giornali


I telegiornali non raccontano più la realtà. I giornali neppure.
Che fare? Cosa fare per essere "informati"? Per avere una comprensione delle cose del mondo?

Per cominciare, cerchiamo di capire il problema: per un giornalista la notizia secondo cui un cane morde un uomo non è abbastanza interessante essere pubblicata, ed ancor meno di essere spinta in prima pagina; al contrario, se un uomo morde un cane si tratta di una gran notizia. Ora, la realtà statistica ci dice che ogni mese migliaia di persone in Italia (60ML di abitanti) verranno morse da cani, ma gli articoli che ne parleranno (salvo nei pochi casi in cui venga ucciso qualcuno, magari un bambino) saranno pochi o addirittura nessuno.

Così succede che, a chi osserva il mondo leggendo il giornale, può capitare di trarre le seguenti conclusioni:
  1. Se vuoi bene al tuo cane, tienilo al guinzaglio, qualcuno potrebbe morderlo
  2. I cani sono armi pericolose: se mordono uccidono.
Ora, nel mondo reale, tutti conoscono qualcuno che possiede un cane, e dunque sanno che un cane può mordere senza gravi danni nella stragrande maggioranza dei casi oppure sanno che nessuna persona normale si sognerebbe di mordere un cane, se non per gioco ... inoltre, può capitare che un bambino piccolo morda il cane di casa -io l'ho fatto- e che la cosa si concluda con il cane che guaisce e si allontana sdegnato.

Ma, che dire di fatti così rari da non poterne avere -per fortuna- esperienza diretta?

In un anno come il 2008 in cui i casi di violenza sessuale sono diminuiti dell'8,4% (vedi articolo sul sito di radioradicale), la maggior parte delle persone informate dai media erano convinte che tali casi fossero in brutale aumento.

Gli strumenti di informazione, come un po' tutti, seguono le mode ed inevitabilmente finiscono per identificare un certo fenomeno come interessante, dominante, in un certo periodo e, siccome nessuno vuole essere restare senza l'argomento di maggior spicco, tutti dietro a cercare notizie sull'argomento senza troppe remore sul fatto che sia già da una settimana che si parla dello stesso evento.
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sabato, marzo 14, 2009

La vicenda del pirata della strada a Roma e la pessima informazione


Da la Repubblica di mercoledì 11 marzo 2009:
TRAVOLTA SUL LUNGOTEVERE
PRESO IL PIRATA DELLA STRADA

E' stato arrestato l'uomo che sabato ha investito una 21enne sul Lungotevere a Roma e poi è fuggito senza prestare soccorso.
Massimiliano Milotti, 36 anni, ha bruciato l'auto e denunciato il furto per sviare le indagini. Poi ha confessato.
La ragazza, Irene Morabito, è ricoverata in coma farmacologico.
Questo è il trafiletto di 2x3 cm a pagina 17 del giornale, mentre la notizia dell'incidente ad opera di uno sconosciuto pirata della strada è passato in prima pagina nei TG nazionali del fine settimana. La notizia della cattura è succosa, dato che dopo l'incidente il nostro accusato ha avuto perfino l'idea di andare a bruciare la propria macchina e poi denunciarne la scomparsa inanellando una serie di reati lunga come la lista della spesa del sabato.

Ma, dato che al volante non c'era un immigrato, la notizia non ha più alcuna rilevanza nazionale e finisce nei trafiletti di cronaca a pagina 17 o nella cronaca locale.

Come sempre, la televisione e la stampa trasmettono un'idea sbagliata del mondo, semplicemente filtrando le notizie in base alla moda del momento.
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venerdì, febbraio 27, 2009

La ricostruzione in Iraq? Una truffa colossale (2).


Secondo post sullo scandalo della ricostruzione in Iraq. Uno scandalo che in Italia non è stato onorato neppure di un minuto di TG.

Da The Idependent (UK): A 'fraud' bigger than Madoff:
In what could turn out to be the greatest fraud in US history, American authorities have started to investigate the alleged role of senior military officers in the misuse of $125bn (£88bn) in a US -directed effort to reconstruct Iraq after the fall of Saddam Hussein. The exact sum missing may never be clear, but a report by the US Special Inspector General for Iraq Reconstruction (SIGIR) suggests it may exceed $50bn, making it an even bigger theft than Bernard Madoff’s notorious Ponzi scheme.

“I believe the real looting of Iraq after the invasion was by US officials and contractors, and not by people from the slums of Baghdad,” said one US businessman active in Iraq since 2003.

In one case, auditors working for SIGIR discovered that $57.8m was sent in “pallet upon pallet of hundred-dollar bills” to the US comptroller for south-central Iraq, Robert J Stein Jr, who had himself photographed standing with the mound of money. He is among the few US officials who were in Iraq to be convicted of fraud and money-laundering.

Despite the vast sums expended on rebuilding by the US since 2003, there have been no cranes visible on the Baghdad skyline except those at work building a new US embassy and others rusting beside a half-built giant mosque that Saddam was constructing when he was overthrown. One of the few visible signs of government work on Baghdad’s infrastructure is a tireless attention to planting palm trees and flowers in the centre strip between main roads. Those are then dug up and replanted a few months later.
Che, se capisco bene, significa che sono evaporati più di 50 miliardi di dollari.

Quello che mi colpisce di più è che «nonostante le ingenti somme spese per la ricostruzione da parte degli Stati Uniti dal 2003, non vi sono gru visibili nella skyline di Baghdad, ad eccezione di quelle al lavoro per la costruzione di una nuova ambasciata degli Stati Uniti e quelle, arrugginite, che stavano costruendo una enorme moschea prima della caduta di Saddam».

Ma tutto questo non tiene conto del mostruoso numero di vite umane: la serissima associazione non governativa Iraq Body Count stima da 90.000 a 100.000 morti iracheni di morte violenta, cioè senza considerare i morti per freddo, malnutrizione, mancanza di cure, povertà, scarse condizioni igeniche e abbandono -tutte condizioni inevitabili in guerra-. Su una popolazione di 27 milioni circa.

Spero con tutto il cuore che in Iraq la situazione economica migliori, che si stabilisca una vera e solida democrazia e che questa sia contagiosa per i paesi vicini (sempre in transizione da una dittatura all'altra).

Bisogna comunque ricordare che la democrazia è un sistema formale di governo che, per la nostra esperienza, porta alla migliore delle amministrazioni possibili per i cittadini elettori.

Ora, la democrazia, la buona amministrazione, una buona giustizia e ad una vivace economia dovrebbero servire, alla fine, a dare di una migliore qualità della vita ai cittadini. Qualità della vita che, in Iraq, è in netta e violenta discesa da quando è cominciata la guerra.
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domenica, febbraio 22, 2009

La ricostruzione in Iraq? Una truffa colossale.

Oibò, finalmente la verità viene a galla, ma in Italia non merita neanche un frammentino di tg, neanche un minuto di tv e nessuno se ne accorge.

In questi giorni le televisioni in lingua inglese trasmettono un sacco di servizi su una notizia che in Italia è stata ripresa solo da Panorama, in un articolo datato 16 febbraio 2009 ed intitolato La ricostruzione irachena? “Una truffa colossale”:
«“Il vero saccheggio di Baghdad non l’hanno fatto i disperati degli slum ma gli ufficiali e i contrattisti americani”. A parlare è un uomo d’affari statunitense, intervistato dal britannico “The Independent“. Una frode impressionante, sui soldi destinati alla ricostruzione dell’Iraq: su questo, secondo il quotidiano, stanno investigando gli agenti federali negli Stati Uniti. Sui 125 miliardi di dollari stanziati dal 2003 , secondo un rapporto dell’ispettorato generale per la ricostruzione dell’Iraq (Sigir) il denaro “volatilizzato” potrebbe essere più di quello andato bruciato nella truffa di Bernard Madoff.
(...)
Gli investigatori del Sigir, comandati dall’ispettore Stuart Bowen Jr., avrebbero accertato in un caso, la sparizione di 58 milioni di dollari, inviati in pacchetti al responsabile americano delle regioni del Sud Iraq, Robert Stein jr, che si sarebbe fatto fotografare di fronte all’enorme pila di biglietti verdi.
“Nonostante le ingenti somme stanziate dall’amministrazione Bush”, scrive l’Independent, “sono pochissimi i cantieri aperti in Iraq”.
(...)
“a quasi sei anni dall’inizio della guerra, molte zone del paese sono ancora senza acqua corrente né elettricità, nonostante i soldi stanziati anche e soprattutto dai contribuenti americani”»
Ora, cosa potevamo aspettarci di diverso da una guerra che è iniziata con Colin Powell che all'assemblea dell'ONU presentava le incontrovertibili prove del fatto che Saddam possedesse armi di distruzione di massa (vedi sul sito di Radio Radicale)?

Armi, bisogna ricordare, mai trovate dopo l'invasione (vedi In Iraq niente armi di distruzione e Tutte le menzogne dei presidenti, Bush nella lista dei bugiardi su La Repubblica).

Alla guerra ci andarono in due, USA e Inghilterra -senza alcun mandato ONU- e scatenarono una energica campagna mediatico-ideologica bollando di antiamericanismo chiunque non fosse d'accordo. La campagna mediatica arrivò anche in Italia e Giuliano Ferrara ne fu il portabandiera.

Ora che la bolla finanziaria è scoppiata ed i soldi mancano, i pochi che ancora ci sono diventano sempre più importanti, tanto che anche gli statunitensi cominciano a domandarsi a cosa servono i 10,3 miliardi di dollari spesi ogni mese nella guerra in Iraq?
La risposta è è arrivata: ad arricchire contrattisti e militari, alle spalle del popolo iracheno.

Un popolo, quello iracheno, che vide molte vittime -sopratutto bambini- del terribile embargo cui fu sottoposto prima della guerra, fu poi lungamente bombardato durante la guerra, e vede ora evaporare i soldi della ricostruzione.

E in Italia -che pure ha mandato propri militari al fronte- un silenzio assordante.

P.S. E' ancora attivo l'impressionante contatore real time del costo della missione USA in Iraq.
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Mi sento fortunato