mercoledì, dicembre 17, 2008

Abbasso il PIL


E' dura parlare della recessione -che altro non è che una temporanea decrescita di una economia che da decenni cresce quasi costantemente- non fosse altro per le persone che rimangono senza lavoro e per quelle che non ce la fanno a pagare il mutuo.

E' dura pensare che, per mesi e forse per un paio di anni sarà più difficile fare affari, crescere in posizione lavorativa e stipendio ed anche cambiare macchina quando la vecchia non ce la fa più.

Ma condivido con molti l'idea che siccome siamo stati fino ad ora troppo occupati a procurarci i soldi per comprare cose inutili, non ci siamo dimenticati di ciò che è importante e che forse possiamo sfruttare questi tempi cupi per recuperare altre ricchezze.

Nella macro economia potremmo cominciare a misurare la ricchezza in modi diversi, accantonando l'ormai obsoleto Prodotto Interno Lordo. Poi potremmo pensare che l'economia va rifondata perché nel futuro sia adatta ad un mondo finito e ad un uomo libero e non più rotella di un meccanismo industriale.

Pazzo? Provate a rileggere il famoso discorso di Robert Kennedy sul PIL.

Propongo un motto per ogni risparmio che facciamo, per ogni contributo che diamo alla salvezza del mondo: ABBASSO IL PIL.

Cosa faccio se bevo acqua di rubinetto invece che acquistare bottiglie di acqua imbottigliata all'altro capo dell'Italia? Abbasso il PIL perché spendo meno per lo stesso prodotto, riduco la plastica, i trasporti, lo stoccaggio, la distribuzione e tutti gli altri costi nascosti che accompagnano ogni litro l'acqua in bottiglia.

Cosa faccio quando accompagno i figli a a scuola in bicicletta invece che in macchina? Abbasso il PIL perché non consumo né carburante, né macchina, né pneumatici.

Cosa faccio quando mi nutro prevalentemente di cibo a KM zero? Abbasso il PIL perché riduco i passaggi, gli stoccaggi, le ore di cella frigorifera, gli scarti ed i costi di trasporto.

Cosa faccio se introduco nelle mie abitudini almeno alcuni giorni alla settimana senza carne ne pesce? Abbasso il PIL perché le calorie vegetali costano molto meno delle calorie animali.

Che cosa faccio quando spengo la TV e non mi faccio condizionare dalla pubblicità dell'ultimo orologio di moda? Abbasso il PIL.

Cosa faccio ogni volta che mi impegno perché vengano ridotti gli sprechi della dell'amministrazione pubblica? Abbasso il PIL.

... e si potrebbe andare avanti a lungo.

Liberati i denari dagli utilizzi inutili -quando non dannosi- potremo utilizzarli migliorare la nostra vita attraverso l'attenzione per le relazioni umane, per la cultura, per una vita sana.
E probabilmente ci avanzeranno ancora risorse per curare, sfamare, accogliere, condividere ...
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giovedì, dicembre 11, 2008

E gli atei?

Ho ritrovato gli appunti per la recensione di "Opinioni di un Clown" di Heinrich Böll che avevo scritto ai tempi dell'università con l'idea di pubblicarlo su qualche rivista studentesca.
Leggere le opinioni di un clown, annotavo, significava immergersi per ore nella fine trama di umanità intessuta di sarcasmo e di lieve amarezza.
Hans, il clown, sente gli odori attraverso il telefono. Pensa, ma non giudica. I suoi sensi, le sue impressioni sono tutte le sue opinioni.
Mi sono annotato questo breve dialogo, a proposito della religione:
Hans: «I cattolici mi rendono nervoso perché sono sleali»
Altro: «E i protestanti?»
«Quelli mi fanno star male per tutto quel pasticciare attorno alla coscienza»
«E gli atei?»
«Quelli mi annoiano perchè parlano sempre di Dio»
«E lei cos'è, in conclusione?»
«Io sono un clown»
Ancora adesso, se devo pensare al maggior difetto degli atei, mi trovo a pensare che parlano troppo di Dio.
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Metalli e nastro adesivo

metalli, nastro adesivo, riflessi e filtro blu

lunedì, dicembre 08, 2008

Disciplina alle scuole primarie?


Guardo la TV, leggo i giornali, porgo l'orecchio alle chiacchiere di quartiere. Sembra che la disciplina a scuola sia una ricchezza del passato, dispersa dal '68 ad oggi ed ora, finalmente, ritrovata.

Eppure questa storia della bocciatura per voto in condotta mi convince poco, soprattutto alle elementari. Per la mia esperienza, i bambini cercano sempre e comunque di fare il loro meglio, perché ci tengono a raccogliere la stima degli adulti di riferimento. Quando non lo fanno è perché non possono o non riescono per limiti caratteriali, culturali o intellettivi o per scarsa predisposizione dell’insegnante all’insegnamento e ai rapporti umani.

Inoltre, per un bambino al di sotto dei 10 anni, la minaccia del 7 in condotta o della bocciatura non è semplicemente di alcun effetto in quanto supera il suo orizzonte temporale.

Avete figli dai 6 ai 9 anni e volete fare un esperimento? Adesso che siamo in dicembre minacciatelo di non portarlo in vacanza questa estate se non smette, ad esempio, di litigare con la sorella.
Per quanti minuti funzionerà?

A che serve tutto questo parlar di disciplina e di bocciatura?
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domenica, dicembre 07, 2008

Il lago d'inverno

Loredana Bertè cantava:
«Il mare d’inverno è solo un film in bianco e nero visto alla tv
e verso l’interno qualche nuvola del cielo che si butta giù
sabbia bagnata, una lettera che il vento sta portando via
punti invisibili rincorsi dai cani, stanche parabole di vecchi gabbiani
e io che rimango qui sola a cercare un caffè.
(...)
Il mare d’inverno è un concetto che il pensiero non considera
è poco moderno è qualcosa che nessuno mai desidera
(...)»
Ripropongo la canzone, scritta Enrico Ruggeri, in questo video del 1983:



Questa mattina mi sono trovato a domandarmi che dire del Lago, anche lui sembra un film in bianco e nero ed anch'io, seppure mai solo, mi ritrovo a cercare un caffè camminando tra i locali chiusi.

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giovedì, dicembre 04, 2008

Consiglio di circolo

Da qualche anno partecipo ai lavori del consiglio di circolo della scuola che prima era del troll, ed ora è della principessa.

Il Consiglio di Circolo (CdC, per brevità) è una delle istituzioni democratiche della scuola. In teoria dovrebbe entrare nel merito di un sacco di cose, alla fine si riduce ad un approvificio in cui la componente genitori ha l'unico potere di deliberare (cioè promulgare per delibera, sigh) un conto economico che non capisce e nei cui meandri è proibitivo addentrarsi.

Se siete abbastanza curiosi, potete trovare una definizione esatta degli organi collegiali della scuola sul sito del ministero dell'istruzione.

Il CdC ha compiti vaghi (oltre a quelli economici di cui abbiamo già detto) e la componente genitori dispone per statuto di una minoranza dei voti, la cui maggioranza è controllata dalle insegnati più la direttrice ed il personale ATA (cioè amministrativi e bidelli).

Per la precisione, il CdC è composto da 19 componenti, di cui 8 rappresentanti del personale docente più il dirigente scolastico, 2 rappresentanti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario e 8 rappresentanti dei genitori degli alunni. Il consiglio di circolo è presieduto da uno dei membri, eletto tra i rappresentanti dei genitori degli alunni.

Nel nostro circolo didattico (l'unione di un gruppo di scuole sotto una unica responsabilità amministrativa) direttore ed insegnanti sono legati da un ferreo patto non scritto: gli insegnati votano sempre dalla parte della direttrice e la direttrice difenderà con la spada il "diritto" degli insegnanti a non lavorare oltre i minimi stabiliti ed, in ogni caso, non consentirà ai genitori di avere alcun peso sul lavoro delle insegnati.

In pratica, il calendario scolastico può oscillare da un minimo di 200 giorni (obbligatori per legge) ad un massimo di 211 (per regolamento regionale), secondo voi quanti saranno i giorni di scuola quest'anno?

Ma, vantaggi immediati a parte, appena si varca la soglia della scuola sembra avvenire una strana inversione: la scuola invece che essere un fornitore di servizi che consente ai genitori di assolvere al loro dovere di educazione dei figli, diventa un papà arcigno ed un po' autoritario che educa bambini e genitori, che giudica le famiglie e si lamenta se i genitori non forniscono il necessario supporto.

I genitori sono vissuti alternativamente come fastidio o come figlioli che nulla possono e nulla capiscono, da educare più che da ascoltare.

Insomma, all'ultima riunione si parlava dei fondi che sono sempre meno e della necessità che i genitori siano più partecipi nel pagamento del contributo volontario o i soldi non basteranno per mantenere in vita tutti i progetti (attività oltre la normale programmazione scolastica) che sono in essere.
Una mamma spiega che non è facile coinvolgere i genitori, che normalmente
lavorano e, contemporaneamente, devono gestire casa, figli, compiti e nonni e sono immersi in molte altre attività e spese. Spesso, fa notare, la partecipazione è un sentimento, una sensazione che può essere aumentata anche solo chiedendo un parere. Perché insieme alla richiesta di fondi non diffondiamo anche un questionario sul gradimento dei progetti?
In fondo, chi non si sente partecipe nel momento in cui gli viene chiesto cosa ne pensa?

Non è che il questionario non venga somministrato ogni anno, è che viene fatto sugli insegnanti!

Provo a sollecitare, non mi sembra male l'idea di utilizzare il questionario per far sentire i genitori (paganti) maggiormente partecipi.

Ma, fanno notare, il questionario è già stato provato sui bambini con risultati non interessanti (cioè, il risultato era diverso da quello del questionario proposto alle insegnanti).
Ed ancora a domandarsi, che ne sanno i genitori delle attività a cui non partecipano? Che preparazione hanno? E poi, c'è la libertà della didattica ...

Faccio notare che, in fondo si tratterebbe solo di un parere, mica di un voto vincolante ... e poi, che c'entrano i progetti di integrazione o di musica con la libertà della didattica?

La direttrice, a questo punto, interviene d'autorità: la libertà della didattica non può essere messa in discussione, piuttosto non facciamo progetti, a costo di impoverire l'offerta formativa.

E comunque, sottolinea la vicedirettrice, la partecipazione dei genitori è garantita attraverso i rappresentanti eletti al consiglio di circolo.

Il classico arrocco, chiudo il re dietro la torre e dispongo i fanti: non aprirò casa mia allo straniero. Neanche oggi.
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mercoledì, dicembre 03, 2008

Filastrocca tick tack


«Io non taccio
tick, tack
mai mi fermo
tick, tack
notte e giorno
son sempre sveglio

Batto l'ora
tick, tack
i minuti
tick, tack
che non vadano perduti
tick, tack»

~

Mi sento fortunato