domenica, dicembre 26, 2010

150 la gallina canta


Sono tantissime le filastrocche che cominciano con "150 la gallina canta", per Natale la Principessa ci regala una versione nuova inventata, assicura, da lei stessa:
«
centocinquanta
    la gallina canta
ecco i pulcini
    sono i suoi bambini
il gallo eccolo qua
    questo è il papà
questa è la famiglia
    ma che meraviglia
»
Questa filastrocca è un contenuto originale ed è open source, copiatela e modificatela senza limite alcuno. Se vi piace fatecelo sapere.
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mercoledì, dicembre 22, 2010

La tromba delle scale?


Al ritorno in macchina da una cena di famiglia, la Tamagotchi e la Principessa ronfano beatamente. Il Troll, schiacciato nel sedile tra le due resiste alla noia lanciando una sfida: «Quanti strumenti musicali conoscete come la tromba delle scale?»
La moglie, che è sempre un po' più sveglia azzarda «Una batteria di pentole?»
Ed io, che comincio a capire butto lì con noncuranza un «I tamburi dei freni?»
Il gioco ormai è avviato:
«Un servizio di piatti»
«Il triangolo della macchina»
«Gli spaghetti alla chitarra»
«Su di un foglio trovo una chiave di violino»
«Una viola nella fioriera»
«Il campanello del citofono»
«La tuba di zio Paperone»
«Il timpano dell'orecchio»
«Il corno di un bue»
«Il fagotto del viandante»
«Il sesto piano di un edificio»
«Un organo interno, come la milza»
«Giocare in spiaggia con il tamburello»
...
Ve ne vengono in mente altri?
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venerdì, dicembre 17, 2010

Le manifestazioni studentesche spiegate a mio figlio


La settimana scorsa ho fatto un sogno.

In generale non sopporto le persone che ti aggrediscono raccontando i propri sogni della notte, quasi dando per scontato che l'ascoltatore possa trovare emozionanti le stesse immagini che tanto hanno colpito il narrante. Senza contare che i sogni sono spesso ricorrenti e che la stessa persona finirà per raccontare più di una volta lo stesso sogno, con lo stesso rinnovato spavento.

Ma, dato che non mi capita spesso di ricordare i miei sogni né tantomeno di raccontarli, vado -senza alcun pudore- a narrare i miei pensieri notturni.

Mi trovo in un parco, su di una collinetta. Da sotto proviene un gran vociare da una fiumana di ragazzi che manifestano. Presumo che stiano manifestando il loro dissenso ad una qualche riforma scolastica.
La maggior parte sono giovanissimi, dell'ultimo anno delle medie o dei primi anni delle superiori. Sono caciaroni ma, nell'insieme, composti ed ordinati. Camminano piano chiacchierando a piccoli crocchi. Uno si stacca da un crocchio e tira una schicchera dietro l'orecchio del ragazzo con nike e keffia che lo precede. Si rincorrono per qualche secondo e li perdo di vista.

Alcuni poliziotti camminano lungo il corteo, nella stessa direzione, come un rilassato nastro di sicurezza.

Ad un certo momento noto un ragazzo più grande, tra i venti ed i trenta, grosso e tatuato. Come rispondendo ad un richiamo che solo lui capisce comincia a menare tutti quelli che gli passano accanto. A chi una sberla, a chi un calcio, a chi una gomitata in faccia.

Mi giro verso i poliziotti per richiamare la loro attenzione. Spariti.
Compaiono qua e la altri ragazzi nerovestiti come chiazze d'inchiostro scuro in un torrente colorato. Qualcuno ha il casco.
Corro giù per la collinetta con le braccia alzate gridando di scappare, di evaporare, perché l'ambiente è diventato pericoloso. Ma passo in mezzo ai ragazzi come Mosè attraversò la acque: la fiumana si sposta al mio passaggio ma procede incessante nella stessa direzione.

Risalgo affannato sulla collina. I poliziotti sono ora in assetto antisommossa, davanti alla testa del corteo formano un muraglione contro cui il fiume finirà per frangersi.

I nerovestiti si coprono la faccia  con le sciarpe e, coperti dalla massa degli studenti, raccolgono pietre per dare battaglia.
Penso che nella massa potrebbe esserci mio figlio. E mi sveglio.

E' una settimana che provo a raccontare questa storia all'interessato, ma c'è sempre qualcosa o qualcun altro che distoglie l'attenzione. L'ho scritta, che così non la dimentico.

Questa sera ho raccontato la storia a tavola, ed ho aggiunto qualche spiegazione «Non c'è nulla di male a manifestare il proprio dissenso, con i tamburi, con le canzoni, con gli striscioni ed i megafoni.» spiego al ragazzo che mi guarda a bocca aperta.  «Manifestare» aggiungo «è un diritto civile».
«Ma se mai ti capitasse di sfilare ed accorgerti che tra voi "compaiono" ragazzi dall'aria pericolosa, che si coprono il volto, raccolgono sampietrini e portano spranghe o caschi. Ecco, quello è il momento di evaporare. Di disperdersi, di fuggire.
Perché quello è l'inizio di una disfatta in cui le prendete sia dai poliziotti che dai violenti. E» aggiungo  «il giorno successivo vi distruggeranno ai telegiornali dicendo che siete solo un branco di violenti che, automaticamente, si sono messi dalla parte del torto.»

Mio figlio, il Troll, ancora non riesce a raccogliere la mandibola e mi guarda come se fossi disceso da venere su di una astronave fucsia a strisce gialle.
La moglie, serissima, completa il ragionamento «non c'è cura per quelli, che isolarli, lasciandoli soli di fronte alla polizia.». Già, sperando che questa abbia l'accortezza di lasciare delle vie di fuga.

P.S. Vi segnalo, da non perdere: la lettera di Roberto Saviano agli studenti, pubblicata da Repubblica il 16/12/2010. E le risposte di Saviano ad alcune delle lettere che gli studenti gli hanno inviato in seguito.
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mercoledì, novembre 10, 2010

L'ultima lampadina

Oggi ho cambiato l'ultima lampadina ad incandescenza. Sono rimaste solo un paio di alogene che, però, utilizziamo molto raramente.

Ho sostituito la maggior parte delle lampadine con CFL (Compact Fluorescent Lamp), cioè lampadine a risparmio energetico.

Stavo scrivendo questo post per festeggiare, perché le CFL consumano in media un quinto delle lampadine ad incandescenza di analoga potenza luminosa (una 20w CFL corrisponde, per intensità della luce, ad una 100w ad incandescenza) e questo contribuisce a salvare sia il pianeta che il portafoglio.

Non è stato facile. Nonostante il regolamento disposto dalla Comunità Europea per la progressiva messa al bando delle lampadine ad incandescenza, acquistare lampadari che sicuramente accettassero le, più grandi, lampadine CFL è  stato comunque difficile. anche, purtroppo, in negozi specializzati e costosi.

E oggi, con stupore, scopro che le CFL hanno effetti collaterali sulla salute per chi soffre di alcuni disturbi:
  • Lupus eritematoso sistemico
  • dermatite (di cui soffro personalmente) o eczema
  • autismo, epilessia
  • emicrania, alcuni tipi di porfiria
  • fotosensibilità in genere
Per miglior documentazione, si veda:
Si vede che, mano a mano che si presenta la necessità di cambiare qualche lampadina, verificherò la possibilità di acquistarne a LED, nonostante siano ancora abbastanza costose.

Non si riesce mai a vivere tranquilli. :-)

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giovedì, novembre 04, 2010

Clima da fine impero


Oggi, dopo tre giorni di pioggia ininterrotta s'è visto il sole sbucare da sopra la corte di nebbia mattutina. L'aria è leggera e frizzante.
Mi siedo in sella al cavallo di ferro ed esco in strada.

Mentre pedalo penso che si respira un'aria da fine impero. Le anime marce sono scatenate e fanno di tutto per occupare ogni posto disponibile, ogni cadrega rimasta ancora libera, ogni minuto possibile di televisione, ogni party sesso e droga.

L'umidità opprimente penetra sotto i vestiti e il tepore del sole attiva la sudorazione. Saluto la giovane mamma che ogni mattina incontro mentre pedala in direzione opposta.

Abbiamo passato una brutta crisi, ed ancora non ne siamo usciti del tutto. La famiglia Italia cigola, ansima per mancanza di prospettive e di futuro. Il capo famiglia, ormai anziano, va a puttane e salta da una conferenza stampa ad un party privato. I pochi uomini prendono le distanze mentre i servi si riempiono le tasche di ciò che riescono ad afferrare.

Le piante che si affacciano sulla pista ciclabile non sono potate e devo fare attenzione a non farmi frustare in volto. Ad un certo punto la pianura si apre e mi si presenta il Rettilineo dell'Accelerazione.

L'Italia sta per tuffarsi in uno snodo. Uno di quei punti in cui tutto e possibile, tutto può cambiare e qualcosa presto cambierà, in un modo o nell'altro. 

Se vi sentite possibili agenti di un cambiamento positivo tuffatevi nella tempesta, chissà che ne esca qualcosa di buono. Se avete tentennato fino ad ora, iniziate a muovervi! Le cose cambieranno più in fretta di quanto si possa credere, e chi rimane fermo rischia di perdere anche questo treno.
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domenica, ottobre 31, 2010

Prezzo e Qualità, un pò di teoria

Tutti noi ci troviamo costantemente in situazioni in cui dobbiamo scegliere tra una maggiore qualità di ciò che stiamo per acquistare e il maggior prezzo che questo, in genere, comporta.
Dico "in genere" perché la qualità è soggettiva ed, all'interno di una stessa tipologia di prodotti, capita di trovare prodotti di maggiore qualità nella fascia di prezzo più bassa oppure, al contrario, prodotti di scarsa qualità nella fascia di prezzo più alta.

Come si fa a valutare la qualità soggettiva (per noi) di un prodotto? Volendo adottare un metodo più possibile obbiettivo è sufficiente elencare le caratteristiche che vorremmo che il prodotto avesse, ed assegnare un punteggio a ciascuna caratteristica. Poi dovremmo elencare i prodotti della tipologia che ci interessa (ad esempio automobili) e, per ciascuna, elencare le caratteristiche di cui è dotata. Basterà assegnare a ciascuna caratteristica il punteggio deciso precedentemente e sommare i punteggi ottenuti per ciascun modello e chiamare questo punteggio: indice di qualità. Il modello il cui rapporto tra Indice di Qualità e Prezzo (=Q/P) è maggiore, sarà il miglior acquisto.

Ma non è tutto così semplice, magari perché non abbiamo esattamente idea di ciò che per noi è importante ("meglio l'ABS, l'ASR o entrambi?" "ma sono proprio necessari per una ragionevole sicurezza?", "servono gli airbag a tendina?"). Quello che nella maggior parte dei casi vorremmo, in fondo, è un prodotto ragionevolmente buono ad un buon (o ottimo) prezzo.

Tenendo in considerazione il seguente grafico si possono adottare delle strategie semplici ed efficaci.


Il grafico ci dice, in maniera qualitativa che, per la stragrande maggioranza dei prodotti industriali il prezzo non varia in maniera lineare con la qualità ma, grossomodo, come segue:
  1. nella fascia bassa di mercato, ad un relativamente piccolo aumento di prezzo corrisponde un forte aumento di qualità
  2. nella fascia media di mercato (mainstream, cioè il prodotto che va' per la maggiore) al raddoppiare (ad esempio) del prezzo si ottiene approssimativamente un raddoppio della qualità
  3. nella fascia alta del mercato, è necessario aumentare molto l'investimento per ottenere un relativamente piccolo aumento di qualità
Per fare qualche esempio: è abbastanza facile distinguere una bicicletta da città è da 80€ (prezzo basso) rispetto ad una 160€ o da 300€ (mainstream) mentre è molto difficile, anche provandole, capire la differenza tra una da 2000€ ed una da 4000€ (e stiamo parlando di una differenza di 2000€!).

Dunque, un modo abbastanza razionale per acquistare, ad esempio, un PC portatile (se non si hanno particolari esigenze) è:
  1. Individuale la fascia prezzo mainstram (potrebbe essere tra i 400€ ed i 600€)
  2. Elencare le più evidenti caratteristiche dei prodotti in questa fascia prezzo (dimensioni del display, peso, durata delle batterie, capienza HD e memoria RAM) 
  3. Scegliere il prodotto più economico (o della marca che ci esprime più fiducia) con le caratteristiche indicate.
Lo stesso metodo si può applicare a biciclette, motociclette, automobili, computer, televisori, impianti stereo, rasoi elettrici, etc. ma anche a prodotti alimentari di largo consumo.
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martedì, ottobre 26, 2010

Il gelsomino fiorito


Ottobre, l'autunno s'avanza. Scende la temperatura. Le prime influenze mietono vittime a manciate. Nel nido di mia figlia una robusta gastroenterite trasforma i bambini in poltergeist vomitanti a getto. Negli uffici è tutto un fiorire di starnuti, fazzoletti e colpi di tosse. Le assenze impreviste fanno saltare le riunioni. Le organizzazioni si devono irrobustire per far fronte all'assenza di chi di norma porta avanti uno specifico lavoro, spesso senza che i colleghi ne sappiano o ne vogliano sapere molto.
Con mio grande rammarico, è una settimana che mi muovo in macchina saltellando sul sedile tra un colpo di tosse ed una strombazzata di naso.
Ieri o buttato gli ultimi peperoncini che stavano marcendo, ancora verdi, sulla pianta.
Questa mattina il termometro della macchina segnava 5 gradi.
Eppure, il gelsomino che ho piantato ai primi di settembre per nascondere i bidoni del riciclabile, occhieggia allegro attraverso l'inferriata. Fiori bianchi a ciuffetti, leggeri eppur tenaci osservano chi passa.
Candidi come velo di sposa vibrano leggermente nel   vento freddo, ma sorridono, quasi volessero sfottere il mio cappottino, pur sapendo che presto cadranno.
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Mi sento fortunato