sabato, luglio 16, 2011

Fiori di campo

Da parte Principessa.


La foto non perfetta, ma è ben vero che a volte vale il pensiero.

lunedì, luglio 11, 2011

Zazzera

Giovedì
Giornata di sole assassino. Mattina in spiaggia in cui ho provato a portare il Troll a nuoto fino agli scogli a 500m dalla spiaggia.
Dato che è la prima volta portiamo anche il materassino (non si sa mai) ed in effetti, a metà lo vedo provato e rientriamo con la promessa di provarci l'indomani.
Al ritorno ricordo come mio fratello mi facesse notare che sono sempre di meno quelli che nuotano e, se si vede qualcuno che lo fa, con alta probabilità non è italiano. Mi guardo in giro e sembra proprio così.
Il pomeriggio in piscina lo dedico alla Tamagotchi ed al corso di nuoto in stile crawl alla Principessa. Non male.
La Tamagotchi è così stanca che in tardo pomeriggio si addormenta secca sulla sdraio.
Dopo la cena e la baby-dance del campeggio cerco di mettere a letto la Tamagotchi, che -come da copione- non ne vuole sapere.
Non ci sono libri da cui leggere una fiaba. Non ci sono fumetti per bambini. Non c'è la TV. 
Emetto un sospiro di resa: mi tocca improvvisare. Ecco cosa ne é uscito:
«Zazzera era una principessa. Il Re, suo padre, era un ubriacone e spesso la maltrattava senza ragione. Per questo la principessa non si tagliava né si pettinava i capelli che erano diventati una scomposta zazzera in cui poteva trovare rifugio qualunque cosa: un pettine, un giocattolo o un pettirosso con cui la piccola a volte giocava.
Una volta che il padre esagerò, Zazzera fuggì dal castello e si perse nel bosco.

Nel bosco incontrò una simpatica signora che le offrì cibo e consolazione.
Quando la signora capì che Zazzera era la figlia del Re, si rivelò per quello che era: la strega Acida.
La vecchina non era sempre stata una strega: una volta era una bella cortigiana che si era invaghita del Re.

Siccome il Re la rifiutò dopo un lungo fidanzamento (e c'era ben da capirlo visto il terribile caratteraccio di Acida) questa si ritirò nel bosco dove studiò le arti magiche aspettando il momento per vendicarsi.

Acida prese Zazzera con sé e, in cambio di cibo e soggiorno, la costrinse a tutti i lavori pesanti di casa come strofinare i pavimenti, lucidare gli alambicchi, raccogliere la legna e portare i le borse quando si recava al mercato. Per completare l'umiliazione le tagliò i capelli a zero, come si fa con i militari il primo giorno di servizio.

Dopo qualche giorno Acida riuscì a contattare il re di un paese vicino che era un feroce rivale del papà di Zazzera, e gli vendette la figlia del Re.
Il giorno successivo preparò, con tutta cura, una gabbia ma Zazzera se ne accorse.
Dovete sapere che Acida era piccola e minuta come una bambina e quando fu il momento di ingabbiare Zazzera, la principessa prese di sprovvista la vecchia e la infilò in gabbia al posto suo.

Quando arrivarono i soldati del regno vicino, presero la gabbia e senza capire le proteste della vecchina, giacché parlavano un'altra lingua e non conoscevano l'aspetto della persona che erano stati mandati a prelevare, la portarono via senza dire una parola.

Nel frattempo il padre di Zazzera si era veramente pentito e quando non pregava ai soldati di ritrovare la figlia, si chiudeva nelle sue stanze a piangere la propria stupidità.
Dopo gli avvenimenti della notte, Zazzera vestita di stracci e rasata come un soldato si diresse a corte. Siccome nessuno la riconosceva riuscì ad entrare a castello spacciandosi per la nipote dello stalliere, finché una guardia non scoprì l'inganno e cercò di buttarla fuori. La piccola gridò e si disperò così forte che suo padre la sentì, la riconobbe e le corse incontro.
Quando il padre la raggiunse la abbracciò, e gioì, e gridò e fece annunciare sette giorni di festa per il ritorno della figlia.

Il Re non bevve più, la figlia rimase a corte ed imparò ad acconciarsi i capelli come si confà ad una principessa, ma le rimase il soprannome Zazzera.»

Questa fiaba e le immagini che la accompagnano sono open source. Fatene ciò che volete ma ricordatevi di citare la fonte.
Creative Commons License  
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venerdì, luglio 08, 2011

Digital divide

Numero 5 di Largo Poeta, nel borgo affrescato di Treglio, in provincia di Chieti

Mercoledì
Prevista pioggia. Pianifichiamo un giro in città ed uno alla ricerca di un curioso borgo medioevale divenuto famoso per i moderni affreschi che lo decorano.
Lo ammetto, sono rimasto colpito dal nuovo gioco più di quanto sarebbe ragionevole ed ho continuo a giocare anche quando era evidente la poca utilità del mezzo. Ma uno smarphone android è veramente uno strumento innovativo e polifunzionale: scatta discrete fotografie, è ottimo per riprendere brevi video, consente la consultazione dell'email in ogni momento e di prendere appunti ogni volta che l'idea si presenta. Consente la navigazione Internet, la consultazione di mappe stradali oppure, e questa si è rivelata un'applicazione tanto semplice quanto affascinante, l'identificazione delle stelle nel cielo notturno. Il problema è che quando si è fuori rete funziona quasi niente, e qui in abruzzo succede spesso. Il campeggio offre il WiFi a pagamento ma è a malapena sufficiente dato che viaggia solo a 0,3Mb (300KB! come il preistorico modem che conservo ancora in soffitta per ricordo!), con un meccanismo di autenticazione adatto solo alla navigazione web e senza la copertura totale dell'area.Sigh.
Ed anche la rete UMTS (quella del cellulare, per intenderci) non offre grandi soluzioni con un funzionamento ad intermittenza ed una velocità che non raggiunge mai neppure i 0,3MB del WiFi.
Molte cose non funzionano e pubblicare una foto sul blog diventa un'impresa quanto mai frustrante. 

Vabbé, noi siamo in vacanza e per qualche giorno potremmo anche fare a meno della rete, ma dire di tutti coloro che qui ci vivono e ci lavorano? Come è pensabile cavalcare lo sviluppo economico possibile, ad esempio, commercializzare un prodotto locale se aggiornare la foto un prodotto nel prorio store comporta mezz'ora di frustranti tentativi?
C'è poco da fare: una volta posati i cavi, ci vuole vermanente poco per offrire abbondante connettività a prezzi irrisori, possibile che non si riesca a tirarne un fascio fin qui, di questi benedetti cavi?

Ecco un programma intelligente per governo, regioni, comuni e aziende: unire l'Italia con una rete. Una rete che porti tutti i comuni a contatto con l'Italia, l'Europa, il mondo.
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Sono scomparse le tette


Lunedì
Dopo due giorni di spiaggia posso affermare, e lo faccio da attento osservatore, che sono scomparse le tette.
Nel senso che non si vede un topless a pagarlo oro. E non parlo di quei tristi saccottini ripieni di silicone che si vedono troppo spesso sulle copertine delle riviste scandalistiche ma di tette vere, piccole, grandi, flappe o galiarde, diverse quelle di una da quelle di un'altra come solo la natura riesce.

La moglie argomenta che si tratta della conseguenza delle campagne di informazione sulle cause dei tumori, io penso che si tratti semplicemente di riflusso, o di invecchiamento quadratico medio della italica popolazione.

Me lo ha fatto notare una giovane collega rumena: in Italia si vedono in giro molti anziani e, soprattutto, pochi giovani.

Nelle spiagge per famiglie si vedono capelli grigi e pance e morbidezze in quantità e chiedere "lei è la nonna?" è una domanda da evitare a tutti i costi, rischiando terribili figuracce.
Il vantaggio è che si può esporre il proprio sovrappeso senza sentirsi troppo in colpa, le altrui miserie fanno apparire accettabili anche le nostre.

Ma come si fa ad aspettarsi un roseo futuro, quando le giovani generazioni sono numericamente così esili?
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giovedì, luglio 07, 2011

Cronache dalle vacanze


Sabato
Piove. Primo giorno di vacanza. 8 ore di viaggio. Levataccia alle 4 di mattina e partenza alle 5.
Buffo. Alla partenza le previsioni davano sole  tutto il giorno. Dopo un po' hanno cominciato a a peggiorare, ed anche il tempo con loro.
Da quando siamo arrivati piove a dirotto, fa freddo e noi non siamo attrezzati. Chi si porta un maglione per andare al mare?
Poi, dopo tanti anni di esperienza, si cerca di limitare al minimo i bagagli, che in cinque finiscono per essere comunque troppi.
Scrivo utilizzando il nuovo giocattolo: uno smartphone Android nuovo di zecca. Buono per essere sempre connessi con Internet ma poco pratico, ahimé, per scrivere. L'uso del T9 porta all'autocensura e, di conseguenza, all'impoverimento del lessico e della punteggiatura, sulla cui gestione ci sarebbero ampi margini di miglioramento. Mi scuserete dunque per gli strafalcioni.


Domenica
La maledizione di Tutankhamon in salsa abbruzzese colpisce sia la Principessa che il Troll ed, un po' anche me.
T9 non riconosce i nomi e, comunque, non mette le maiuscole. Tocca tornare indietro a correggerle, che fatica.
Il sole oggi scotta davvero. La Tamagotchi è sempre molto autonoma. Per il campeggio cammino sempre scalzo e questo produce scandalo nelle mamme e soprattutto nelle bambine. Chissà perché sembra strano uno che cammina scalzo, come nudo.
Ghiaia fine oppure grossa, prato a volte umido a volte asciutto, asfalto ruvido troppo spesso bollente ma piacevolmente tiepido la sera. Legno ruvido e piacevole, massaggia i piedi anche sul patio di fronte alla casa mobile, non solo in sauna.
Comminare scalzo è un'esperienza sensoriale. Le piastrelle sono diverse dal cemento, e lo sono anche al tatto. Ci vuole la sensibilità del piede per capire quanto sia fresco il prato quando ci sono 30 gradi e l'asfalto diventa morbido e bollente.
Volete risolvere il problema del caldo afoso in città l'estate? Prima di comprare un condizionatore più potente provate a camminare scalzi per un po', capirete molte cose e vi sembreranno ovvie alcune soluzioni che oggi sembrano invisibili pur a portata di piede.
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martedì, giugno 21, 2011

Una fiaba semplice semplice


Non so da dove venga ... ma me l'hanno girata ed è troppo bella per non postarla qui.
«Si racconta che una volta, tanto tempo fa, tutti i sentimenti, le qualità e i difetti dell'uomo si riunirono.
Dopo che la Noia aveva sbadigliato per l'ennesima volta la Pazzia propose di andare a giocare a nascondino.
La curiosità chiese: -A nascondino? Come si fa? - E' un gioco, spiegò la Follia, io mi copro gli occhi e incomincio a contare fino a un milione. Voi intanto vi nascondete e quando non c'è più nessuno in giro e io ho finito di contare, il primo di voi che trovo rimane al mio posto a fare la guardia per continuare il gioco.
L'Entusiasmo ballò seguito dall' Euforia, dall'Allegria e fece tanti salti che finì per convincere il Dubbio e l'Apatia, la quale non aveva mai voglia di fare nulla.

Ma non tutti vollero partecipare... la Verità preferì non nascondersi; la superbia disse che era un gioco molto sciocco e la Codardia preferì non rischiare.
- Uno, due, tre... - incominciò a contare la Follia.
La prima a nascondersi fu la Pigrizia, che si nascose dietro la prima pietra del cammino.
La Fede salì in cielo e la Invidia si nascose dietro l'ombra del Trionfo che era riuscito a salire in cima all'albero più alto.
La Generosità invece non riusciva a nascondersi, ogni posto che trovava lo lasciava ai suoi amici.
Un lago cristallino? Ideale per la Bellezza, Un cespuglio? Perfetto per la Timidezza, Un soffio di vento? Giusto per la Libertà.
Finchè la Generosità decise di nascondersi dietro un raggio di sole.
L'Egoismo invece si prese subito il posto migliore e confortevole, tutto per lui.
La Bugia si nascose... veramente non si sa dove, la Passione e il Desiderio si nascosero nel centro di un vulcano.
La Dimenticanza... non ce lo ricordiamo!

Quando la Follia arrivò a contare fino a 999.999, l'Amore ancora non aveva trovato un luogo per nascondersi, perché erano tutti occupati. Alla fine vide un roseto e decise di nascondersi lì, fra le bellissime rose.
- Un milione!!!- disse la Follia che iniziò a cercare.

La prima a farsi scoprire fu la Pigrizia. Poi la Fede, poi la Passione e il Desiderio, che aveva sentito vibrare dentro il vulcano. Trovò poi l'Invidia che si era nascosta dove stava il trionfo.
Camminando, vicino al lago trovò la Bellezza; poi il Dubbio, il quale non aveva ancora deciso dove nascondersi.
Eppoi uno dopo l'altro incontrò tutti gli altri, tranne l' Amore.
La Follia iniziò a cercarlo dietro a ogni albero, sotto il ruscello, in cima alla montagna... e quando fu al punto di darsi per vinta, vide il roseto e iniziò a muovere i rami, quando allo improvviso si sentì un doloroso grido.
Le spine avevano ferito negli occhi l'Amore!

La Follia non seppe cosa fare e come chiedergli scusa. Pianse, pregò, implorò e chiese perdono.
Da allora, da quando per la prima volta sulla terra si giocò a nascondino: l'Amore fu cieco e la Follia non lo lasciò mai più.»
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lunedì, giugno 06, 2011

BattiQuorum



Lo so che sapete già tutto di acqua e nucleare per cui vi invito a votare solo per il, più taciuto, quarto referendum:

Legittimo impedimento: vota sì per abolire lo "scudo giudiziario" a vantaggio dei componenti del governo, perché anche il presidente del consiglio e i ministri possano essere processati come qualsiasi cittadino.

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Mi sento fortunato