domenica, marzo 16, 2008

Di tutto un po'

Ho incontrato, per caso, una specie di blog con cui ho sentito una spontanea affinità, vi consiglio un giretto:
Franco Bampi, di tutto un po'

Parla di aforismi, frasi buffe e divertenti, curiosità, fotografie, religione cattolica (documentato molto bene) e scopone.

giovedì, marzo 13, 2008

Catene ossidate

Una quindicina di anni fà una bambina di nome Anja mi ha regalato questo bellissimo:

Mai
Avrei
Rubato
Catene
Ossidate

... beh, adesso dovrebbe averne suppergiù 21. Chissà se leggerà mai questo mio sentito ringraziamento.
~

A proposito di onnipotenza

Quindici anni fà ho letto un libro bellissimo con un titolo pedante "Gödel, Escher, Bach: Un'Eterna Ghirlanda Brillante" di Douglas Hofstadter.
Si tratta di un libro di 800 pagine scritte fitte fitte in cui l'autore accompagnato da Achille e dalla tartaruga guidano il lettore per i vertiginosi sentieri della logica e della filosofia che, in generale, scaturisce dalle attuali conoscenze scientifiche.
Di questa grandiosa opera, come spesso accade, mi è rimasto impresso poco più di un semplice giochino:

Se Dio è onnipotente, può creare una pietra tanto pesante da non riuscire a sollevarla?

... se ci ponete un po' di attenzione vi accorgerete che è gravido di conseguenze filosofiche.
~

A proposito di topi e nipoti

Nel film Caos Calmo, che consiglio vivamente, si cita una splendida frase palindroma che si può, cioé, leggere da sinistra a destra come da destra a sinistra:
I topi non avevano nipoti.

mercoledì, marzo 12, 2008

Ancora giochi di parole

Questi li ha inventati Gabriele:

  • SPA = Scocciatore Perennemente Assecondato

  • FBI = Federazione Bambini Ingrati

  • piccolo = Premio Insignificante Con Coppa d'Oro Lustrata Ossessivamente

A proposito di ratti che si credono gatti

Questa mattina, con mio figlio, abbiamo inventato questa rima:
Matto è il ratto che si crede gatto con poco tatto.
oppure
Matto è il ratto che fuggendo dal gatto crede di aver poco tatto.
oppure, ancora:
Matto è il ratto che crede nel patto stipulato con il gatto.

martedì, marzo 11, 2008

Odifreddi intervista John Nash

11 marzo 20008, Piergiorgio Odifreddi intervista, l'ottantenne premio nobel per l'economia John Nash.
John Nash si è occupato di Teoria dei Giochi e dalla sua biografia è stato tratto l'interessante film a beautiful mind.

L'intervista su L'espresso è molto bella e non resisto alla tentazione di riportare qui alcuni frammenti (sperano di non violare alcun copyright):

(...)

Perché non prova lei a spiegarcela, in quattro parole ?
"Un gioco può essere descritto in termini di strategie, che i giocatori devono seguire nelle loro mosse: l'equilibrio c'è, quando nessuno riesce a migliorare in maniera unilaterale il proprio comportamento. Per cambiare, occorre agire insieme".

Italo Calvino, ha scritto una frase che molti usano per descrivere la teoria dell'equilibrio di Nash: a volte nella vita non riusciamo a raggiungere il meglio, ma almeno possiamo evitare il peggio. È una buona descrizione della sua nozione?
"Direi di sì. Perché unilateralmente possiamo solo evitare il peggio, mentre per raggiungere il meglio abbiamo bisogno di cooperazione".

(...)

Qualcuno pensa, o almeno dice, che troppa logica fa diventare matti.
"Non ho molta esperienza, ma il matematico italo-statunitense Giancarlo Rota ha scritto in un suo libro che i logici effettivamente sono un po' tutti matti".

Io sono un logico...
"Sì, ma non dev'essere paranoico e pensare che mi riferisca a lei. Se no, finisce per darmi ragione. In ogni caso, io credo che Rota avesse abbastanza colto nel segno".

E dove starebbe il nesso fra logica e follia? Forse nel fatto che il pensiero logico è astratto, e tende a essere distante dal mondo reale?
"Direi piuttosto che il pensiero logico deve essere introspettivo, mentre il pensiero matematico deve guardare alla realtà".

E la sua esperienza coi logici conferma la sua teoria?
"Abbastanza. Ad esempio, ho incontrato il grande logico Alonzo Church, che a onor del vero non è mai stato matto, né sul punto di diventarlo, ma certo si comportava in maniera molto strana. Aveva una caratteristica tipica dei pazienti psichici: parlava con se stesso, da solo, mentre camminava. E si mangiava tutti i biscotti alle feste".

E di Kurt Gödel, grande logico, anch'egli professore a Princeton, scomparso 30 anni fa, cosa può dirci?
"È anche lui un esempio di ciò che stiamo dicendo. La sua follia lo condusse addirittura alla tomba, perché si lasciò morire di consunzione. E sicuramente anche prima aveva forti elementi di eccentricità".

(...)

Non posso far altro che ringraziare mia moglie di avermi segnalato questa intervista.
~

Mi sento fortunato