sabato, agosto 23, 2025
L’Europa tra oggi e domani - discorso integrale di Mario Draghi al meeting di Rimini
giovedì, gennaio 02, 2025
Motto del 2025
«Nun c’è niente de più bello de na persona in rinascita. Quanno s’ariarza dopo na caduta, dopo na tempesta e ritorna più forte e bella de prima. Con qualche cicatrice in più ner core sotto la pelle, ma co la voglia de stravorge er monno, anche solo co un sorriso. (Anna Magnani)»
È il momento di incassare!
mercoledì, luglio 03, 2024
E' possibile automatizzare la ricerca delle innovazioni?
Si, indubbiamente: sì, è possibile automatizzare la ricerca delle innovazioni.
Ma questo impiegherà più tempo e la sua portata è così ampia da essere imprevedibile nelle conseguenze.
La sostanza, come la immagino io, è che in un campo ristretto (ad esempio nei sistemi di calcolo) vengano date in pasto ad un IA tutte le pubblicazioni fondamentali di quel campo, le basi della fisica e tutti i brevetti già disponibili sull'argomento.
Non so voi, ma io immagino che, se il sistema funziona, la crescita di nuove tecniche/brevetti diverrebbe in poco tempo inarrestabile e le tecnologie farebbero progressi considerevoli nei temi trattati. Se poi consideriamo di utilizzare la stessa tecnica per produrre sistemi computazionali più veloci ed efficienti, l'effetto leva sarà garantito.
Nota: Non ci crederete ma questo è un breve articolo che ho scritto nel 2016, ben prima che arrivassero alla luce gli LLM alla ChatGPT, ed è rimasto nel mio libretto degli appunti, in attesa di venir sviluppato.
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mercoledì, gennaio 17, 2024
Bard e i numeri primi
martedì, dicembre 22, 2020
Dedicato al 2021 ...
Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere
lunedì, dicembre 14, 2020
Non lasciare
La metto qui per non dimenticarla:
Non lasciare
Non lasciare che finisca il giorno senza essere cresciuto un po’,
senza essere stato felice, senza aver incrementato i tuoi sogni.
Non lasciarti vincere dallo sconforto.
Non permettere che nessuno ti tolga il diritto di esprimerti,
che è quasi un dovere.
Non abbandonare l’dea di poter fare della tua vita qualcosa di straordinario.
Non smettere di credere che le parole e le poesie possono cambiare il mondo.
Succeda quel che succeda, la nostra essenza è intatta.
Siamo esseri pieni di passione.
La vita è deserto ed oasi:
ci abbatte, ci ferisce,
ci trasforma,
ci costringe ad essere protagonisti
della nostra propria storia.
Anche se il vento ci soffia contro,
la poderosa opera non s’arresta:
tu puoi apportare la tua strofa.
Non smettere mai di sognare,
perché in quei sogni sta la libertà.
Non cadere nel peggiore degli errori:
il silenzio.
La maggior parte delle persone vive in un silenzio spaventoso.
Tu non rassegnarti.
Fuggi.
“Riecheggiano le mie barbariche urla sopra i tetti del mondo”,
dice il poeta.
Ama la bellezza delle cose semplici.
Si può fare della bella poesia sulle piccole cose,
ma non possiamo andare contro noi stessi.
Questo trasforma la vita in un inferno.
Godi del panico che ti provoca avere la vita davanti.
Vivila intensamente,
senza mediocrità.
Pensa che in te sta il futuro
e affronta il compito con orgoglio e senza paura.
Impara da chi possa insegnarti.
Le esperienze di chi ci ha preceduto,
dei nostri “poeti morti”,
ci aiutano a camminare per la vita
La società di oggi siamo noi, però,
i “poeti vivi.”
Non permettere che la tua vita ti passi accanto
senza che tu la viva.
Walt Whitman
venerdì, agosto 21, 2020
I giovani non sono più quelli di una volta, e la scuola neppure
»
(Socrate, filosofo greco, che visse dal 469 al 399 prima di Cristo)
«Non ho più speranza alcuna per l’avvenire del nostro Paese, se la gioventù d’oggi prenderà domani il comando, perché è una gioventù senza ritegno e pericolosa.»
(Esidio, poeta greco vissuto 720 anni prima di Cristo)
«Il nostro mondo ha raggiunto uno stadio critico. I ragazzi non ascoltano più i loro genitori. La fine del mondo non può essere lontana.»
(Sacerdote egiziano che viveva 2000 anni prima di Cristo)
«Questa gioventù è guasta fino in fondo al cuore. Non sarà mai come quella di una volta. Quella di oggi non sarà capace di conservare la nostra cultura.»
(Testo scoperto recentemente in una cava di argilla tra le rovine di Babilonia)
«Oggi il padre teme i figli. I figli si credono uguali al padre e non hanno né rispetto né stima per i genitori. Ciò che essi vogliono è essere liberi. Il professore ha paura degli allievi, gli allievi insultano i professori; i giovani esigono immediatamente il posto degli anziani; gli anziani, per non apparire retrogradi o dispotici, acconsentono a tale cedimento e, a corona di tutto, in nome della libertà e dell'ugualianza, si reclama la libertà dei sessi.»
(Dal libro VIII de "La Repubblica" di Platone, vissuto dal 428 al 347 prima di Cristo)
martedì, agosto 13, 2019
Cos'è il razzismo?
Vediamo se riesco a spiegarlo con un esempio:
1. In internet gira un video di una maestra violenta che picchia un bambino della scuola materna.
Tutti pensano: maestra indegna, speriamo che la arrestino e poi la licenzino.
2. In internet gira un'altro video in cui una maestra violenta picchia un bambino di scuola materna, lei è di colore ed il bambino no.
Il razzista pensa e scrive: questi immigrati ci stanno rovinando, gli africani sono (geneticamente o culturalmente) violenti l'ordine va ripristinato mandandoli tutti via, meglio se nel modo più brutale possibile.
Dunque, il razzista attribuisce a tutte le persone di un determinato colore caratteristiche negative (cattiveria, stupidità, bruttezza, ferocia, ...) che invece sono individuali.
Ho parlato di persone di colore ma il concetto non cambia per le persone che hanno il naso adunco, gli occhi a mandorla, la pelle pallida o che professano una certa religione invece che un'altra.
Conclusioni
Non c'é peggior ingiustizia del razzismo. Non c'è alcuna giustificazione statistica ad esso perché ciascun individuo ha diritto di essere considerato in sé stesso.
Il razzismo è un male endemico della società come il tifo (la febbre tifoide) lo è per i corpi, guai lasciare che prenda il sopravvento.
mercoledì, gennaio 30, 2019
Motto del 2019
Ebbene sì, anche quest'anno mi sono imposto il rituale di cercare un motto che io possa ripetere a me stesso per ricordarmi la retta via che non devo mai lasciare.
Nella notte di capodanno, tra i fumi alcolici e i festeggiamenti ne ho prodotti diversi che, una volta passato l'entusiasmo della confusione dei sensi mi sono tutti sembrati scialbi e insignificanti.
L'illuminazione l'ho avuta scorrendo un elenco di post su Twitter e soffermandomi su un messaggio di una semplicità ed efficacia disarmanti. Ho scaricato l'immagine, ne ho verificato l'autenticità e l'ho messa come sfondo ad ogni mio desktop. Eccola qui:
Peraltro, Arthur è un bel personaggio (che non conoscevo prima di trovare questa) e non posso che consigliarvi di leggere qualcosa su di lui:
Aggiungo, di lui, questa spiegazione:
Fu proprio l'atteggiamento di mio padre a farmi capire che l'affrancamento di noi neri non era venuto con la fine della guerra di secessione, né con le leggi successive. Era in corso. La mia trisavola era stata venduta per una balla di tabacco, mio nonno era stato meno libero di mio papà, che era meno libero di me, ma non se ne lagnava. Io sarei stato il primo nero ammesso in uno sport di bianchi.
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martedì, febbraio 13, 2018
Il dilemma del porcospino
Alcuni porcospini, in una fredda giornata d'inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l'uno dall'altro.
Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò nuovamente a stare insieme, si ripeté quell'altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali. finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.
Così il bisogno di società, che scaturisce dal vuoto e dalla monotonia della propria interiorità, spinge gli uomini l'uno verso l'altro; le loro molteplici repellenti qualità e i loro difetti insopportabili, però, li respingono di nuovo l'uno lontano dall'altro.
La distanza media, che essi riescono finalmente a trovare e grazie alla quale è possibile una coesistenza, si trova nella cortesia e nelle buone maniere. A colui che non mantiene quella distanza, si dice in Inghilterra: keep your distance! − Con essa il bisogno del calore reciproco è soddisfatto in modo incompleto, in compenso però non si soffre delle spine altrui. − Colui, però, che possiede molto calore interno preferisce rinunciare alla società, per non dare né ricevere sensazioni sgradevoli.
(Arthur Schopenhauer)
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mercoledì, febbraio 07, 2018
La candidata
Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna.»
MARGARET THATCHER
Ebbene sì, è successo, dopo 3 anni e mezzo di assessorato al comune di Segrate (MI) alla moglie hanno offerto la candidatura per il consiglio regionale della Lombardia.
Decidere di partecipare alle elezioni non è stata una scelta facile né ovvia perché è una corsa con un esito tutt'altro che scontato ma fatiche certe. A meno di non essere politici con un nome già ben conosciuto, l'unica garanzia è quella di infilarsi in una campagna elettorale che sarà aspra, faticosa e difficile.
Soprattutto per una donna, non è facile decidere di impegnarsi a sacrificare i ritmi della famiglia per dedicare tutte le energie disponibili a portare le proprie idee ed il proprio impegno morale ed amministrativo ad un livello superiore a quello comunale. Vuol dire passare le giornate a creare un programma, a cercar di sviscerare le proprie capacità e affrontare le proprie debolezze in modo da avere una storia da raccontare e un progetto da portare avanti.
E’ necessario approfittare di ogni occasione per comunicare, per raccontarsi, passando mattine, pomeriggi e serate a rincorrere ogni occasione pubblica, a distribuire volantini ai mercati, ad ascoltare i cittadini, a sopportare offese (sì, ci sono anche quelle) e cercare di ascoltare i bisogni anche quando annegati in discorsi confusi, a stringere mani (si spera pulite) e fare foto. Vuol dire passare nottate a mettere a punto il proprio messaggio, creare il sito web, impaginare volantini, scrivere testi e discorsi cercando di essere interessanti e propositivi in ogni occasione.
Lo so, mi direte “non sei mica tu il candidato!”, ma vi garantisco che tutto ciò non sarebbe possibile se non fossimo una coppia affiatata che cerca, almeno idealmente, di discutere e condividere ogni sforzo ed ogni scelta. Così non posso far altro che sentirmi candidato anch’io, anche se il mio compito è lavare i piatti mentre lei sul tavolo della cucina cerca di limare un paragrafo del programma politico o aggiustare una presentazione per un convegno.
Le figlie ci sopportano (per sua fortuna il più grande è all’estero a vivere la sua avventura europea) mentre cerchiamo in modo maldestro di non far mancare l’attenzione che è loro dovuta. Mi rendo conto che spesso parliamo di politica e discutiamo di prassi, diritti, limiti, doveri e ideali mentre loro vorrebbero raccontarci le frustrazioni ed i successi della loro giornata. La cosa è resa più complicata dal fatto che proprio questo mese abbiamo deciso di ospitare un ragazzo georgiano che è qui per un progetto di volontariato e parla uno splendido inglese, ma purtroppo -oltre al georgiano- solo quello. Così, prendete un respiro e cercate di immaginare tutte le nostre cene ad aggiornaci con le ragazze (9 e 14 anni), parlare in inglese con l’ospite, tradurre il traducibile in italiano da una parte e in inglese dall’altra senza tralasciare l’organizzazione dei prossimi passi della campagna elettorale. Pensate poi che l’inglese lo parlo pure poco e male e se non ci fosse lei ad aiutarci rischieremmo spesso di non capirci affatto.
Ma scusatemi se ho divagato. Il fatto è che la politica, come l’impegno civile e quello nel volontariato non è un mestiere, è una passione.
E’ una passione che porta a vedere occasioni e problemi in ogni cosa che si vede, a domandarsi se il marciapiede su cui si cammina è messo bene o male, se può aspettare una risistemazione dopo aver riparato un asilo, o dopo aver estinto un mutuo troppo oneroso lasciato dalla precedente amministrazione. Si gira l’angolo e ci si chiede perché il negozio in fondo alla strada chiude e se si poteva fare qualcosa per aiutarlo a resistere alle tempeste del mercato che vede una costante crescita della grande distribuzione. Certo che la grande distribuzione mette in crisi i negozi di vicinato, ma offre anche più scelta a costi minori e molti posti di lavoro abbastanza sicuri. Cioè, non è che i lavori pubblici siano nelle deleghe di Viviana (sì, la moglie) ma vedo in lei che essere amministratori vuol dire guardare ogni cosa della propria città, del proprio territorio, domandandosi se va bene, quanto serve, se si può far di meglio, se c’è budget per riparare, per introdurre migliorie, per rinnovare.
Per quanto io sia legato affettivamente al PD (lo so, è un mio difetto), riconosco a Viviana un’indipendenza innata, che l’ha portata a candidarsi con una lista civica in sostegno a Giorgio Gori senza intrupparsi in un vero partito. So che il suo cuore batte tra sinistra e centro, in quell’area rosa (😊) tra giustizia sociale e liberismo ben temperato che le deriva da una lunga e variegata carriera lavorativa che è partita da dipendente per arrivare a piccolo imprenditore e aver così provato in varie riprese l’ebbrezza della carriera, le sventure delle ristrutturazioni aziendali e le difficoltà indotte da uno Stato pesante di regole e poco propenso a sostenere la libera impresa.
Se vi interessa sapere di più su di lei e sul suo programma, vi consiglio di visitare il suo sito Viviana Mazzei www.vivianamazzei.it o il suo profilo sul libro delle facce www.facebook.com/vivianamazzei2018/ o contattarla direttamente a viviana at vivianamazzei.it.
Se poi decidete anche di votarla, vi avviso che potete farlo solo in provincia di Milano.
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giovedì, agosto 24, 2017
Come riconoscere il fascismo prima che diventi dittatura
Dov'è che nasce il fascismo? Come si fa a riconoscerlo? E' giusto dare del fascista a qualcuno che non la pensa come noi?«L'economia e la finanza italiana nel loro complesso hanno continuato quel miglioramento e quella lenta ricostruzione delle devastazioni della guerra, che erano già cominciati ed avviati negli anni precedenti; ma ad opera di energie sane del paese, non per gli eccessi o le stravaganze della dominazione fascista; alla quale una sola cosa è certamente dovuta: che i profitti della speculazione e del capitalismo sono aumentati di tanto, di quanto sono diminuiti i compensi e le più piccole risorse della classe lavoratrice e dei ceti intermedi, che hanno perduta insieme ogni libertà e dignità di cittadini.» Giacomo Matteotti
Sappiamo riconoscere il fascismo al di là delle dittature che ha prodotto?
Ricordiamo che Benito Mussolini ed Adolf Hitler arrivarono al potere democraticamente ma erano portatori di cattive idee già prima e, se non vogliamo che accada più, dobbiamo essere in grado di riconoscere la situazione già ben prima che diventi una dittatura con tutti gli esiti nefasti che ciò comporta.
Fascismi, comunismi e teocrazie portano a conseguenze molto simili ma partono da basi ideologiche molto diverse (con, ovviamente dei punti di contatto tra di loro). Io, in questo post mi occuperò dei primi.
Credo che analizzando il fascismo che ha prodotto la II guerra mondiale si possa facilmente riconoscere l’addensarsi di certe idee nella popolazione.
Quando un certo numero di queste idee diventano maggioritarie comincia il disastro.
Elenchiamole:
- Militarismo (il continuo riferimento ai valori militari e all'eroicità dei nostri ci riempie di orgoglio e rende la guerra desiderabile perché dà modo di dimostrare il nostro valore)
- Orgoglio nazionale (in sé è in fenomeno positivo ... ma diventa un veleno se unito a militarismo e desiderio di potenza)
- Desidero di potenza (si parte da "riprendiamoci quello che la storia ci aveva dato e ci hanno tolto" e si arriva a desiderar la conquista del mondo)
- Terra e sangue (cioè l’appartenenza al suolo che diventa più importante della vita stessa. L'idea del sacrificio per il proprio paese è dotata anche di un forte immaginario poetico che nel romanticismo tedesco ti presentava con la forza prorompente dello Sturm un Drang.)
- Omofobia (i ricchioni fanno paura a tutti dato che tutti sappiamo che uno di essi abita dentro di noi ed in un ambiente impregnato di militarismo e machismo diventa un vero pericolo)
- Razzismo (se noi siamo superiori [e tali vogliamo sentirci], loro sono inferiori)
- Complottismo (il mitico complotto pluto-giudaico-massonico che è stato uno script di successo e ciclicamente si ripropone in salse diverse)
- Mitizzazione di un inesistente passato di armonia (spiegato chiaramente nel libro "cultura di destra" del semiologo e germanista Furio Jesi e supportato da una massa importante di esempi)
- Propaganda martellante (ripeti, ripeti, diceva Himmler, qualcosa resterà)
- Attribuzione dei propri fallimenti a qualcun altro, straniero o connazionale percepito come diverso (è una forma di comprensibile autoassoluzione della popolazione che per qualche motivo si trova impoverita o in difficoltà per decisioni sbagliate prese in passato)
- Leaderismo (serve un uomo forte che tolga le castagne dal fuoco)
- Disprezzo illimitato per chi è dissidente che diventa automaticamente traditore.
Applicazioni
- Russia: Quello che mi preoccupa di questi tempi è che la stragrande maggioranza dei (pochi) russi che conosco, o che ho sentito intervistati in televisione, sembra vestire abbastanza bene la maggioranza di queste caratteristiche. (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11)
- Turchia: Le stesse caratteristiche sembrano permeare il governo turco e la parte della popolazione che lo sostiene. (1, 2, 4, 5, 7, 8, 9, 10, 11, 12)
- Anche l'ISIS (che vorrebbe essere una teocrazia) sembra corrispondere bene. (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 12)
- Alcune di queste caratteristiche si trovano nel governo venezuelano di Maduro in Venezuela (8, 9, 10, 11, 12).
venerdì, agosto 05, 2016
Appunti sulla Riforma Costituzionale - il rapporto con le Regioni
sentimenti uno strumento di potere.»
(Zygmunt Bauman)
- ELIMINATE LE COMPETENZE CONCORRENTI (*)
- MAGGIORE CHIAREZZA NELLA DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE DELLO STATO, RAFFORZATE IN ALCUNE MATERIE (COME LE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, LA CONCORRENZA E LE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE)
- COMPETENZA RESIDUALE DELLE REGIONI NELLE MATERIE NON RISERVATE IN VIA ESCLUSIVA ALLO STATO
- PER TUTELARE L’UNITÀ GIURIDICA O ECONOMICA DEL PAESE O L’INTERESSE NAZIONALE, SU PROPOSTA DEL GOVERNO, LA LEGGE PUO’ INTERVENIRE IN MATERIE NON ATTRIBUITE DALLA COSTITUZIONE ALLA COMPETENZA ESCLUSIVA DELLO STATO
- FORME E CONDIZIONI DI AUTONOMIA ULTERIORI POSSONO ESSERE ATTRIBUITE ALLE REGIONI ORDINARIE E SPECIALI CON LEGGE BICAMERALE: NON È PIÙ RICHIESTA LA MAGGIORANZA ASSOLUTA PER L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE MA È STABILITA LA CONDIZIONE DELL’EQUILIBRIO DI BILANCIO DELLE REGIONI INTERESSATE
- INTRODOTTI INDICATORI DI COSTI E FABBISOGNI STANDARD PER PROMUOVERE CONDIZIONI DI EFFICIENZA PER LE FUNZIONI PUBBLICHE DEI COMUNI, DELLE CITTÀ METROPOLITANE E DELLE REGIONI
- ESCLUSIONE DALL’ESERCIZIO DELLE FUNZIONI PER GLI AMMINISTRATORI REGIONALI E LOCALI IN CASO DI ACCERTATO STATO DI DISSESTO DEGLI ENTI TERRITORIALI
- LIMITE AGLI EMOLUMENTI DEI TITOLARI DEGLI ORGANI REGIONALI, NON SUPERIORI A QUELLI DEI SINDACI DEI CAPOLUOGHI DI REGIONE
sabato, gennaio 23, 2016
L'Italia del benaltrismo
Il benaltrismo è una malattia tipicamente italiana e serve solo a tenere tutto fermo.
Non è importante rincorrere gli evasori (cercate di non sprecare i soldi, prima...).
Non è importante mettere al lavoro i dipendenti pubblici (con tutti gli evasori che ci sono in giro...).
Non è importante multare chi guida in modo pericoloso (con tutte le brutte facce che ci sono in giro...).
Non è importante garantire a tutti i diritti civili (con tutte le famiglie in difficoltà che ci sono ...).
Non è importante salvare il territorio (con tutti gli industriali che inquinano i fiumi ...).
Non è importante riformare il mercato del lavoro (con tutti i morti in strada che ci sono...).
Non è importante impiegar soldi nella banda larga (con le code che ci sono per far una TAC in ospedale ...).
Non è importante evitare l'occupazione abusiva delle case popolari (tanto rimangono vuote lo stesso perché mancano i soldi per le ristrutturazioni ...).
Non è importante sviluppare l'edilizia popolare (tanto vanno tutte agli immigrati ...).
Non è importante rincorrere i delitti dei colletti bianchi (con tutta la criminalità che c'è per strada ...).
Non è importante cambiar quel che mi sta bene così, con così tante cose che non vanno nel mondo.
Etc... (aggiungete voi ciò che avete sicuramente sentito tantissime volte)
Storia sentita da troppi anni, forse è il momento di smetterla.
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giovedì, ottobre 29, 2015
la fabbrica delle bufale odiose
«Vi racconto come ho fatto soldi a palate spacciando bufale razziste sul web»"Le mie notizie erano chiaramente inventate: solo chi non ha facoltà di discernimento poteva crederci. Dico questo senza voler offendere in nessun modo il mio pubblico."
martedì, settembre 01, 2015
Il tempo psicologico
Il tempo dell'uomo, lo sappiamo tutti, non è mai una misura certa ed effettiva: a seconda di ciò che facciamo o di ciò che, in quel momento, vorremmo fare, il tempo scorre con velocità differenti e l'orologio, sopratutto quando lo guardiamo troppo o non lo guardiamo affatto, non aiuta certo a a far chiarezza.«Il tempo è la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi. Esso induce la distinzione tra passato, presente e futuro.»
Certo, in teoria vorremmo passare più tempo facendo cose piacevoli e meno a subir il tempo degli altri, ma non è sempre proprio così.
Per capire meglio quale sia il rapporto tra il tempo, l'urgenza e la nostra percezione di queste, cito spesso un aneddoto raccontato sentito da Luciano De Crescenzo.
(brano tratto da" Vita di Luciano De Crescenzo scritta da lui medesimo")
A proposito di tempo psichico, credo che possa essere illuminante un episodio capitatomi quando lavoravo in IBM.~
A Napoli avevamo una sede eccezionale: primo ed ultimo piano di uno dei più bei palazzi di via Orazio, vista panoramica sul Golfo. Unico difetto: un ascensore «moscio», o per dirla in linguaggio tecnico «non adeguato alla dinamicità dell'azienda». Ogni giorno c'era qualcuno degli impiegati che che protestava per «l'estenuante attesa al pianerottolo del primo piano o del sesto piano». D'altra parte l'edificio, a suo tempo, era stato progettato ad uso esclusivamente abitativo.
Venne subito creata una task-force di esperti. Da Milano arrivarono un architetto e un geometra dell'ufficio gestione sedi, che nel giro di una settimana misero a punto un progetto per un secondo ascensore da costruire del cortile del fabbricato. Nel frattempo don Attilio, il portiere dello stabile, fu incaricato di rilevare quante persone prendevano l'ascensore tra le 8:30 e le 19, compito questo che il brav'uomo portò a termine con molto scrupolo, riempiendo di segni un quaderno a quadretti dalla copertina nera.
«Ingegnè, guardate se faccio bene,» mi disse un giorno, mostrandomi il quaderno «io disegno un'asta per ogni inquilino che vedo salire ed una croce per ogni IBM». Poi, dopo una breve pausa, mi guardò con sconforto e aggiunse: «Una croce, ingegnè, una croce!».
Alla fine del rilevamento fu indetta una riunione per valutare i costi dell'operazione e per convincere qualche condomino ancora riluttante a non opporsi al progetto. Erano presenti tutte le funzioni interessate. Si stava discutendo dei permessi comunali, quando dal fondo della sala Attilio chiese la parola.
«Veramente avrei una proposta da fare, posso parlare?»
«Dica pure» gli rispose il direttore.
«Chiedo scusa se m'intrometto, ma io, al posto vostro, invece di spendere tutti questi milioni per un secondo ascensore, mi comprerei due begli specchi. Uno lo piazzerei al primo piano ed un altro al sesto: così la gente si guarda, il tempo passa e nessuno se ne accorge.»
Questa fu la soluzione adottata e da quel momento nessuno più si lamentò delle attese.
lunedì, maggio 18, 2015
Dov'è la mia sinistra?
Tutto parte da Norberto Bobbio, che nel phamplet Destra e Sinistra li caratterizza sostanzialmente come merito e differenze (destra) contro solidarietà ed eguaglianza (sinistra).
Non è che non fossi d'accordo: è che non mi sembrava sufficiente.
Una risposta più completa mi arrivò da un semiologo. Furio Jesi, nel libro Cultura di Destra racconta di come per la destra esiste sempre un mitico passato di armonia che è stato disturbato da agenti esterni (possono essere ebrei, omosessuali, musulmani, banchieri cattivi, negri o comunisti). In questo contesto essa (la destra) affonda le motivazioni del suo agire con ogni mezzo contro l'agente disturbatore.
Al contrario, per Jesi, la sinistra agisce avendo sempre ben presente il conflitto sociale (tra ricchi e poveri, tra colti ed ignoranti, tra autoctoni e stranieri, tra assunti e precari, tra lavoratori e pensionati) e cercando, volta per volta, di porvi rimedio.
Siccome il conflitto sociale cambia nel tempo, la sinistra si caratterizza per essere progressista (ti prometto un luminoso progresso se riusciamo insieme ad affrontare il conflitto sociale) contro una destra conservatrice (se combatti con me sconfiggeremo i cattivi che hanno turbato l'ordine e torneremo al mitico passato di armonia).
Dunque, qui il problema di rappresentare la dualità destra-sinistra assume una forma bidimensionale i cui assi principali potrebbero essere egoismo e solidarietà (quello verticale) e innovazione e conservazione (quello orizzontale).
Nell'ultimo grafico ho provato ad elencare i temi che, a mio avviso, caratterizzano (o hanno caratterizzato) il dibattito politico di questi anni e li ho collocati nel grafico con il risultato che potete vedere.
Nota
Rivedendo il diagramma mi rendo conto il berlusconismo è stato un movimento di forte innovazione tra la fine degli anni '80 ed i primi del 2000 (e per questo i detrattori accusano Renzi di berlusconismo), ma che già ora riguarda solo il passato e andrebbe fatto slittare verso il conservatorismo.
Conclusione
Anche se mi sembra che a questo punto non ci sia neanche bisogno di scriverlo, la mia sinistra ideale si colloca nel riquadro in alto a destra, tra Solidarietà ed Innovazione.
Inoltre
Vi segnalo anche un bell'articolo del 2013 di Emilio Carnevali che riassume questi ed altri concetti della dicotomia destra-sinistra con un linguaggio sicuramente più colto del mio.
L'articolo parte da alcune domande poste da Michele Serra: Che cosa intendiamo oggi quando parliamo di “sinistra”? Perché ciò che una volta era sinonimo di cambiamento e speranza è oggi diventato l'icona della conservazione?
La libreria
non ha ancora imparato a leggere un libro.»
(Anonimo)








